Causa in corso
Guglielmo Gattiani (al secolo: Oscar)
- Venerabile Servo di Dio -

Guglielmo Gattiani (al secolo: Oscar)

(1914 - 1999)

Venerabilità:

- 23 maggio 2024

- Papa  Francesco

Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; fu un religioso semplice, umile, povero e austero che trascorse la sua vita spendendosi unicamente per il Signore e per il prossimo. La sua fede era fondata sulla preghiera, praticata in un cammino spirituale altamente contemplativo, nel quale il silenzio e il raccoglimento avevano un ruolo predominante

  • Biografia
  • decreto sulle virtù
Riceveva senza esitazioni le persone che desideravano incontrarlo per ottenere consigli, guarigioni spirituali e anche fisiche

 

Il Venerabile Servo di Dio Guglielmo Gattiani (al secolo: Oscar) nacque l’11 novembre 1914 a Badi, frazione del comune di Castel di Casio, (Bo), e venne battezzato quattro giorni dopo con i nomi di Oscar Luciano. Secondogenito di quattro figli, trascorse l’infanzia aiutando i genitori nella conduzione del loro negozio di alimentari e frequentò assiduamente la chiesa parrocchiale. Dopo aver ricevuto la Comunione e la Cresima, avendo colto in lui la vocazione religiosa, fu inviato dal suo parroco nel seminario dei Cappuccini di Faenza. Compiuto il noviziato nel convento di Cesena, emise la professione religiosa assumendo il nome di Guglielmo. Intrapresi a Bologna gli studi di teologia e filosofia, il 22 maggio 1938 fu ordinato sacerdote. Venne inviato dai Superiori come docente nei seminari di Faenza, Lugo e Ravenna e trascorse il periodo bellico a Cesena insegnando ai frati studenti liceali e impegnandosi nell’assistenza ai feriti e agli sfollati. Divenne maestro dei novizi nel convento di Cesena mantenendo questo incarico fino al 1964. Cercò di vivere una vita di radicale povertà e di ritiro spirituale, incoraggiato in questo da padre Pio da Pietrelcina, che padre Guglielmo incontrò in alcune occasioni a San Giovanni Rotondo. Nel 1980 si recò in Terrasanta trattenendosi per alcuni mesi e chiedendo ai Superiori di potervi rimanere, ma essi lo richiamarono, destinandolo al Santuario del Ss. Crocifisso di Faenza, ove si dedicò all’impegno catechetico e pastorale, accompagnando spiritualmente molte famiglie. Negli ultimi anni di vita accusò problemi cardiaci che gli fecero rallentare le sue attività e lo condussero alla morte il 15 dicembre 1999.

Il Venerabile Servo di Dio fu un religioso semplice, umile, povero e austero che trascorse la sua vita spendendosi unicamente per il Signore e per il prossimo. La sua fede era fondata sulla preghiera, praticata in un cammino spirituale altamente contemplativo, nel quale il silenzio e il raccoglimento avevano un ruolo predominante. Alimentava al massimo la sua unione con il Signore praticando molte ore di adorazione di giorno e di notte, meditando la Parola di Dio. Curò molto anche il culto alla Madonna e fu animato da una particolare e intensa venerazione per San Giuseppe, al quale dedicò diversi scritti di carattere agiografico e apologetico. Il suo stile di vita era basato sull’affidamento totale al Signore e tale fede, umile e profonda, traspariva nella sua opera catechetica e pastorale. Fu sempre ubbidiente alle disposizioni dei Superiori e, mosso da una sincera ansia evangelizzatrice, riceveva senza esitazioni le persone che desideravano incontrarlo per ottenere consigli, guarigioni spirituali e anche fisiche. Già durante la sua vita godette una fama di santità che travalicava i confini regionali, tanto che lo stesso San Pio da Pietrelcina, legato al Venerabile Servo di Dio da rapporti di conoscenza personale e stima, ricevendo alcuni pellegrini di Cesena li indirizzò nuovamente alla sua saggia guida.

 

DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM

 

CAESENATENSIS-SARSINATENSIS

Beatificationis  et  Canonizationis

Servi  Dei

GULIELMI  GATTIANI

(in saeculo: Ansgarii)

Sacerdotis Professi

Ordinis  Fratrum  Minorum  Capuccinorum

(1914-1999)

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DECRETO SULLE VIRTÚ EROICHE

 

«La Regola e la vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità». (San Francesco d’Assisi, Regola Bollata)

 

Tra le parole chiave per comprendere il Servo di Dio Guglielmo Gattiani (al secolo: Oscar), emerge chiaramente la parola radicalità mai disgiunta dalla povertà intesa come ricerca di ciò che è essenzialità di vita.

L’espressione che si rimanda a San Francesco, «Mio Dio e Mio tutto», sintetizza la ricerca dell’Assoluto del Servo di Dio e fu come il suo orizzonte nel continuo spogliarsi di sé per aprirsi all’Unico e Sommo Bene.

Frate dell’essenziale, il Servo di Dio, non ricercava l’eremo per stare da solo con Dio, ma per vivere una «povertà austera», unica porta che poteva permettergli di entrare nell’intimo di Dio e da lì uscire e incontrare i fratelli e le sorelle per parlare loro delle «cose di lassù».

Padre Guglielmo nasce a Badi (Bologna) l’11 novembre 1914, ed è battezzato nella chiesa parrocchiale di san Prospero il 15 novembre 1914 con il nome di Oscar. A Badi, trascorre la fanciullezza aiutando i genitori nel piccolo forno del paesino. Don Pio Mazzetti che ne ha visto la vocazione, lo indirizza ai Cappuccini. Il 9 novembre 1924 Oscar fa il suo ingresso nel seminario serafico a Faenza, dove completa la scuola elementare per poi passare, il 10 settembre 1925, a Imola, per il ginnasio. Il 15 novembre 1929 inizia il noviziato ricevendo il nuovo nome di fra Guglielmo da Badi, al termine del quale, il 17 novembre 1930, emette la Professione religiosa. Passa quindi a Lugo per completare gli studi liceali e successivamente a Forlì e Bologna per lo studio della filosofia e della teologia. Il 22 maggio 1938 riceve l’ordinazione sacerdotale e viene inviato, in successione, come insegnante nei seminari serafici di Faenza, Lugo e Ravenna. Nel 1944 è a Cesena come insegnante per i frati liceali, mentre nel maggio del 1946 è nominato Maestro dei Novizi, servizio che svolgerà fino all’agosto del 1964, quando gli è chiesto di essere il padre spirituale dei novizi. Contemporaneamente, inizia a condurre una vita di povertà accompagnandola al servizio alle Clarisse Cappuccine di Cesena.

Nel 1969 i superiori acconsentono ad un suo desiderio, coltivato da sempre: risiedere a Lagrimone, dove le Clarisse Cappuccine, provenienti da Ferrara, hanno edificato un nuovo monastero e vi conducono vita povera e lì servire come cappellano, conducendo una vita di «povertà assoluta» in stretta unione con Dio. È di questo periodo l’incontro con don Natale Montalti, desideroso di condividere la stessa esperienza di povertà ed anche il progetto per la fondazione della «Casa del Padre», come sede di incontri per giovani, famiglie e altri al fine di poter dar vita a una «Fraternità dell’amore universale». Il Servo di Dio ha trovato il sospirato “luoghetto” dove vivere in fraternità, condurre l’itineranza apostolica, coltivare la preghiera e la contemplazione e praticare l’accoglienza delle persone che vi si recavano.

Nell’aprile 1980, accompagna in Terra Santa un gruppo di Cesena e, contemporaneamente, chiede e ottiene dai suoi superiori di trascorrere un anno sabbatico presso la comunità di don Giuseppe Dossetti e qui vivere il suo ideale di «povertà assoluta». Dalla Terra Santa il Servo di Dio dovrà far ritorno dopo solo sei mesi perché chiamato a sostituire il responsabile del santuario del Santissimo Crocifisso a Faenza.

In questo nuovo servizio il Servo di Dio verrà portato a distaccarsi del tutto dalle iniziative precedenti, senza però mai abbandonare di vivere la «povertà assoluta». La sua quotidiana presenza al santuario, unita alla sua austerità e ad una cordialissima accoglienza, porteranno ogni giorno un grande numero di fedeli a volerlo incontrare.

Nel 1985, spinto dalla facilità con cui san Giovanni Paolo II utilizza i mezzi di comunicazione, matura e avverte l’importanza di dare vita a una televisione mondiale cattolica entrando in collaborazione con Telepace.

Il 15 dicembre 1999 il Servo di Dio, come ogni giorno, si reca in chiesa, per amministrare il sacramento della Riconciliazione. Ascoltata l’ultima confessione è colpito da infarto. Il sacerdote che aveva da poco confessato, raccoglie le sue ultime parole in cui offre la sua vita per la Chiesa, per il Papa, per tutti.

L’Inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità e di segni del Servo di Dio fu istruita nella Diocesi di Faenza dal 4 novembre 2006 al 10 dicembre 2011. Trasmessi gli Atti al Dicastero delle Cause dei Santi, il 24 maggio 2013 fu emesso il Decreto di Validità dell’Inchiesta diocesana.

Preparata la Positio, fu sottoposta all’esame del Congresso Peculiare dei Consultori Teologi il 24 novembre 2023, con esito positivo. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 30 aprile 2024 hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali, Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, del Servo di Dio Guglielmo Gattiani (al secolo Oscar), sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 23 maggio 2024

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario