José Merino Andrés
(1905 - 1968)
Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Predicatori; fu religioso esemplare, caratterizzato dall’intima adesione al carisma domenicano, dedito in particolare alla predicazione missionaria e alla formazione dei novizi alla vita conventuale. Nelle missioni, alle quali partecipò direttamente, si distinse per la predicazione vibrante, spiritualmente potente e per lo spazio dedicato alla preghiera
Il Venerabile Servo di Dio José Merino Andrés nacque il 23 aprile 1905 a Madrid in seno a una famiglia cristiana e studiò presso i Fratelli Maristi ricevendo una solida educazione umana e spirituale. Frequentò l’Azione Cattolica della sua parrocchia, divenendone Presidente, e aderì al gruppo dell’Adorazione Notturna parrocchiale. In questo contesto maturò la sua vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa. Il 22 luglio 1933 fu accolto nel convento di San Esteban, a Salamanca dove il 1° ottobre seguente vestì l’abito domenicano, iniziando il noviziato. Dopo l’ordinazione sacerdotale, avvenuta il 3 giugno 1939, fu destinato al convento di La Felguera nelle Asturie, del quale, il 18 settembre 1943 venne nominato Superiore. Tre anni dopo diventò Superiore del Convento di Nuestra Señora de Atocha, a Madrid.
In tale veste si impegnò intensamente nella predicazione della Parola di Dio e nella celebrazione dei sacramenti. All’inizio del 1949 fu inviato in Messico dove si dedicò alle Missioni popolari fino al maggio del 1950, quando fu richiamato in Patria per assumere l’incarico di Maestro dei Novizi della Provincia di Spagna. A Palencia, dove si stabilì, diede inizio alla fase più lunga e feconda del suo ministero sacerdotale formando, tra il 1950 e il 1966, oltre 700 giovani. Nonostante la salute, divenuta sempre più cagionevole e precaria, egli donò le ultime energie alla predicazione popolare. Morì il 6 dicembre 1968, nel convento di Palencia.
Il Venerabile Servo di Dio fu religioso esemplare, caratterizzato dall’intima adesione al carisma domenicano, dedito in particolare alla predicazione missionaria e alla formazione dei novizi alla vita conventuale. Nelle missioni, alle quali partecipò direttamente, si distinse per la predicazione vibrante, spiritualmente potente e per lo spazio dedicato alla preghiera. Fu assiduo confessore, e visitatore di malati per confortarli e portare loro i sacramenti. Durante il lungo periodo trascorso a Palencia, guidò i novizi con spirito paterno, dirigendo spiritualmente alcuni di essi.
Nella vita religiosa e nell’apostolato testimoniò sempre una salda speranza e una costante fiducia nella Misericordia divina ed espresse la sua fervida devozione alla Vergine Maria. Praticò la carità verso il prossimo sia nel ministero della predicazione annunciando la Parola di Dio ed evangelizzando, sia come Maestro dei novizi, vivendo sempre con umiltà e spirito di povertà, nell’obbedienza ai Superiori. Lo zelo apostolico esercitato attraverso la predicazione e la dedizione quotidiana ai suoi studenti lasciò una profonda traccia in quanti lo incontrarono tanto che la sua fama di santità si diffuse rapidamente tra i Religiosi e le Religiose del suo Ordine.
DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM
PALENTINA
BEATIFICATIONIS et CANONIZATIONIS
Servi Dei
IOSEPHI MERINO ANDRÉS
Sacerdotis Professi Ordinis Fratrum Praedicatorum
(1905-1968)
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DECRETUM SUPER VIRTUTIBUS
«Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,19-20).
Il Servo di Dio José Merino Andrés ha fatto di queste parole del Signore il programma della sua vita sacerdotale e religiosa, dedicandosi con instancabile zelo alla predicazione missionaria e alla formazione dei giovani chiamati alla vita domenicana.
Nato il 23 aprile 1905 a Madrid in seno a una famiglia cristiana, studiò presso i Fratelli Maristi ricevendo una solida educazione umana e spirituale. Frequentò l’Azione Cattolica della sua parrocchia, divenendone presidente, e aderì al gruppo dell’adorazione notturna parrocchiale. In questo contesto maturò la sua vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa domenicana. Il 22 luglio 1933 fu accolto nel convento di San Esteban, a Salamanca dove il 1° ottobre seguente vestì l’abito domenicano, iniziando il noviziato. Dopo l’ordinazione sacerdotale, avvenuta il 3 giugno 1939, fu destinato al convento di La Felguera nelle Asturie, del quale, il 18 settembre 1943 venne nominato superiore. Tre anni dopo diventò superiore del convento di Nuestra Señora de Atocha, a Madrid.
In tale veste si impegnò intensamente nella predicazione della Parola di Dio e nella celebrazione dei sacramenti. All’inizio del 1949 fu inviato in Messico dove si dedicò alle missioni popolari fino al maggio del 1950, quando fu richiamato in patria per assumere l’incarico di maestro dei novizi della provincia di Spagna. A Palencia, dove si stabilì, diede inizio alla fase più lunga e feconda del suo ministero sacerdotale formando, tra il 1950 e il 1966, oltre 700 giovani. Nonostante la salute, divenuta sempre più cagionevole e precaria, egli donò le ultime energie alla predicazione popolare. Morì il 6 dicembre 1968, nel convento di Palencia.
Il Servo di Dio fu religioso esemplare, caratterizzato dall’intima adesione al carisma domenicano, dedito in particolare alla predicazione missionaria e alla formazione dei novizi alla vita conventuale. Nelle missioni, alle quali partecipò direttamente, si distinse per la predicazione vibrante, spiritualmente potente e per lo spazio dedicato alla preghiera. Fu assiduo confessore, e visitatore di malati per confortarli e portare loro i sacramenti. Durante il lungo periodo trascorso a Palencia, guidò i novizi con spirito paterno. Nella vita religiosa e nell’apostolato testimoniò sempre una salda speranza e una costante fiducia nella misericordia divina ed espresse la sua fervida devozione alla Vergine Maria. Praticò la carità verso il prossimo sia nel ministero della predicazione annunciando la Parola di Dio ed evangelizzando, sia come maestro dei novizi, vivendo sempre con umiltà e spirito di povertà, nell’obbedienza ai superiori.
Lo zelo apostolico esercitato attraverso la predicazione e la dedizione quotidiana ai suoi novizi lasciò una profonda traccia in quanti lo incontrarono tanto che la sua fama di santità si diffuse rapidamente. In virtù di tale fama, dal 13 giugno 2001 al 29 luglio 2003 fu celebrata l'inchiesta diocesana nella diocesi di Palencia, la cui validità giuridica è stata riconosciuta dal Dicastero delle Cause dei Santi il 27 aprile 2007. Preparata la Positio, essa fu sottoposta al Congresso Peculiare dei Consultori Teologi il 20 giugno 2023, con esito positivo. I Padri Cardinali e Vescovi, nella Sessione Ordinaria del 21 ottobre 2025, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse.
Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Leone XIV. Sua Santità, accogliendo e ratificando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Sono provate le virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza e annesse in grado eroico del Servo di Dio José Merino Andrés, Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Predicatori, nel caso e per il fine di cui si tratta.
Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.
Roma, 24 ottobre 2025
Marcello Card. Semeraro
Prefetto
+ Fabio Fabene
Arciv. tit. di Montefiascone
Segretario