Causa in corso
Leonilde di San Giovanni Battista (al secolo: Amelia Rossi)
- Venerabile Serva di Dio -

Leonilde di San Giovanni Battista (al secolo: Amelia Rossi)

(1890 - 1945)

Venerabilità:

- 23 marzo 2023

- Papa  Francesco

Religiosa professa della Congregazione delle Suore Missionarie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria; fu una donna di grande fede. Cercava l’unione con Dio attraverso la preghiera, desiderando compiere fedelmente la volontà di Dio

  • Biografia
  • decreto sulle virtù
“Il Cuore di Gesù è spalancato e rimarrà sempre tale, per lasciar libero accesso a ciascun’anima”

 

La Venerabile Serva di Dio Leonilde di San Giovanni Battista (al secolo: Amelia Rossi) nacque a Lisignago (Trento, Italia) il 10 novembre 1890. Rimasta presto orfana di padre e di madre, venne accolta a casa dello zio a Trento e, due anni dopo, seguì la cugina nell’Istituto dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a Pola (Istria), dove nel 1906 iniziò il noviziato. Il 18 giugno 1909 emise la professione religiosa temporanea e fu inviata nell’isola di Cherso dove, completati gli studi, iniziò l’attività di insegnante. Il 2 agosto 1919 emise la professione religiosa perpetua.

Dal 1919 fu Superiora e direttrice didattica della Scuola materna a Pola. Nel 1926 venne eletta Consigliera Generale della Congregazione e, nel 1932, Superiora Generale. Confermata nell’incarico nel 1938, visse il secondo mandato molto provata per le condizioni di salute precarie.

Peggiorando le condizioni fisiche, venne trasferita in una clinica gestita dalle Suore di Nostra Signora a Vicarello (Viterbo), dove morì il 12 dicembre 1945.

La Venerabile Serva di Dio fu una donna di grande fede. Cercava l’unione con Dio attraverso la preghiera, desiderando compiere fedelmente la volontà di Dio. Pur sperimentando le fatiche del cammino dell’Istituto e le numerose sofferenze fisiche, continuò a nutrire fiducia nel Signore. Sopportò le prove con pazienza, conservando la pace interiore. Affrontò con fortezza anche le opposizioni determinate dalla gelosia di alcune consorelle.

La fede divenne operosa nella carità verso gli alunni, i colleghi di insegnamento, le consorelle e i bisognosi. Si spese con particolare generosità nel campo dell’educazione, divenendo punto di riferimento sia per gli studenti che le loro famiglie. I poveri e coloro che si trovavano a fronteggiare situazioni di difficoltà spirituali e materiali notavano la sua concreta dedizione.

Durante la Seconda Guerra Mondiale si privava anche del necessario per donarlo ai poveri. Fu prudente nel governo dell’Istituto, che diresse con rigore e amore.

La fama di santità è giunta sino ai nostri giorni, anche se circoscritta alla famiglia religiosa di appartenenza.

 

DICASTERO DELLE CAUSE DEI SANTI

 

ROMANA

BEATIFICATIONIS et CANONIZATIONIS

SERVAE  DEI

LEONILDIS A SANCTO IOANNE BAPTISTA

(in saeculo: Amaliae Rossi)

Religiosae professae Congregationis Sororum Missionariarum a Sacris Cordibus Iesu et Mariae

(1890-1945)

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DECRETO SULLE VIRTÚ EROICHE

 

Il Cuore di Gesù è spalancato e rimarrà sempre tale, per lasciar libero accesso a ciascun’anima. Oh, come spesso camminiamo aggravate sotto il fardello delle nostre croci, senza trovare una via di uscita! […]. Dal Cuore di Gesù nessuno è mai partito sconsolato; se la croce non gli fu stata tolta, gli è però stata data la forza di continuare il suo doloroso cammino” (Lettera circolare del 1° giugno 1933).

 

La Serva di Dio Leonilde di San Giovanni Battista (al secolo: Amelia Rossi) visse in modo straordinario il carisma del proprio Istituto, incentrato sulla devozione e l’amore ai Sacri Cuori di Gesù e Maria. Questa tematica ritorna sovente nei suoi scritti, in cui evidenziava che il Cuore di Gesù rappresenta un approdo sicuro in tutte le difficoltà e anche un mezzo per poter continuare il cammino nonostante le sofferenze.

La Serva di Dio nacque a Lisignago (Trento) l’11 novembre 1890. Temprata dalla sofferenza a causa della morte del padre nel 1894 e della madre nel 1903, a 15 anni entrò nell’Istituto dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a Pola. Il 18 giugno 1909 emise la professione religiosa temporanea e fu inviata nell’isola di Cherso dove, completati gli studi, iniziò l’attività di insegnante. Il 2 agosto 1919 emise la professione religiosa perpetua. Dal 1919 visse nella comunità di Pola dove svolse anche i servizi di Superiora e Direttrice didattica della Scuola materna. Nel 1926 venne eletta Consigliera Generale della Congregazione e, nel 1932, Superiora Generale. Confermata nell’incarico nel 1938, visse il secondo mandato molto provata per le condizioni di salute precarie.

Durante il generalato si impegnò nella formazione permanente delle religiose, aprì nuove comunità, si preoccupò di ricostruire l’origine storica della sua famiglia religiosa.

La sua salute risentì degli sforzi tanto che verso la fine del 1945 si recò come ospite presso la casa di cura delle Suore di Nostra Signora a Vicariello, presso il lago di Bracciano, per un periodo di riposo, dove morì il 12 dicembre dello stesso anno.

Maturò il carattere e la spiritualità incarnando le virtù proprie della religiosa dei Sacri Cuori: la mitezza, la serenità e la gentilezza, l’obbedienza umile e sincera, il senso profondo dell’appartenenza a Gesù Cristo nella realtà e nella identità dell’Istituto nel quale Egli l’aveva chiamata.

Le tante testimonianze raccolte sono concordi nell’affermare la stima di religiosa virtuosa che la Serva di Dio godeva in vita e soprattutto dopo la sua morte si sviluppò una fama di santità dapprima nei luoghi in cui aveva vissuto e successivamente, in modo spontaneo, in gran parte dell’Italia.

Pertanto, dal 31 maggio 1994 all’8 marzo 1995, si celebrò presso il Vicariato di Roma l’Inchiesta diocesana sulla vita e le virtù, la cui validità giuridica fu riconosciuta dalla Congregazione della Cause dei Santi il 20 ottobre 2005.

Preparata la Positio essa fu sottoposta all’esame dei Consultori Storici il 7 maggio 2019 e quindi alla valutazione dei Consultori Teologi il 3 maggio 2022.

La Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi si è celebrata il 7 marzo 2023.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, della Serva di Dio Leonilde di San Giovanni Battista (al secolo: Amelia Rossi), Religiosa professa della Congregazione delle Suore Missionarie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, nel caso e per le finalità di cui si tratta.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 23 marzo dell’anno del Signore 2023

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario