Causa in corso
Lúcia de Jesus e do Coração Immaculado (al secolo: Lúcia dos Santos)
- Venerabile Serva di Dio -

Lúcia de Jesus e do Coração Immaculado (al secolo: Lúcia dos Santos)

(1907 - 2005)

Venerabilità:

- 22 giugno 2023

- Papa  Francesco

Monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi; la distinzione fra la sua vita e le Apparizioni è difficile anche perché molte delle sue sofferenze si dovettero imputare a queste: venne sempre tenuta nascosta, protetta, custodita. Si evince in lei tutta la fatica di tenere insieme l’eccezionalità degli avvenimenti di cui fu spettatrice e l’ordinarietà di una vita monastica come quella del Carmelo

  • Biografia
  • decreto sulle virtù
“Vivere la Luce di Dio che abita in me, vivere nella Luce, vivere della Luce e vivere per la Luce!”

 

La Venerabile Serva di Dio Lúcia de Jesus e do Coração Immaculado (al secolo: Lúcia dos Santos) nacque il 28 marzo 1907 ad Aljustrel (Fatima, Portogallo). Nel 1915, mentre insieme alle sue amiche portava al pascolo il gregge di famiglia, per tre volte, ricevette l’apparizione silenziosa dell’Angelo della Pace. Questa triplice visione si ripete nel 1916 mentre era in compagnia dei suoi cugini, i Santi Francesco e Giacinta Marto. Nel 1917, il giorno 13 dei mesi di maggio, giugno, luglio, settembre e ottobre (in agosto l’evento straordinario avviene il 19) ai tre piccoli appare la Vergine Maria.

Per tutta la vita la visse con impegno il messaggio della Madre di Dio. Dopo la morte prematura dei due cugini, rimase a Fatima fino al 1921 quando, per l’intervento del Vescovo José Alves Correia da Silvia, che si era preso l’incarico di tutelare la sua persona, Lúcia entrò nel Collegio di Vilar (Porto) delle Suore Dorotee. Qui prese il nome di Maria das Dores con l’intento di non rivelare la sua reale identità.

Il 24 ottobre 1925 entrò come Postulante nello stesso Istituto religioso, a Tui in Spagna, emettendo la professione temporanea il 3 ottobre 1928 e quella perpetua il 3 ottobre 1934.

Nel periodo tra il 1935 e il 1941, per ordine di Monsignor José Alves Correia da Silva, scrisse quattro documenti, intitolati “Memorie”, in cui descrisse gli eventi delle Apparizioni, sperimentate e accolte in compagnia di Francesco e Giacinta. Il 3 gennaio 1944 scrisse un altro documento, contenente il cosiddetto “terzo segreto” e, in un plico sigillato, lo consegnò a Monsignor José Alves Correia da Silva, cha, a sua volta, senza leggerlo, lo trasmise al Santo Ufficio a Roma.

Nel 1946 tornò in Portogallo, nella comunità delle Dorotee del Collegio di Sardão a Vila Nova di Gaia.

Desiderando vivere la sua vocazione in modo più intenso, nel 1948, decise di entrare nel Carmelo di Coimbra, dove emise i voti solenni il 31 maggio 1949. Qui trascorse la vita secondo i ritmi monastici di preghiera e di lavoro, proseguendo anche un’intensa attività epistolare, in cui dava saggi consigli spirituali e promuoveva opere di carità. Il 13 maggio 1967 si recò a Fatima per incontrare San Paolo VI. Lo stesso fece il 13 maggio 1982, il 13 maggio 1991 e il 13 maggio 2000 per incontrare San Giovanni Paolo II.

Morì il 13 febbraio 2005 a Coimbra (Portogallo). Nel 2006 i suoi resti mortali furono traslati nella Basilica di Nostra Signora del Rosario a Fatima.

La Venerabile Serva di Dio, fin dall’infanzia, ebbe il profondo desiderio di camminare sulla via della santità, portando con Cristo la Croce.

Insieme ai suoi cugini Francesco e Giacinta, fu destinataria di apparizioni straordinarie, le principali delle quali in Cova da Iria a partire dal 13 maggio 1917, su un terreno di proprietà di suo padre.

Possedeva un’acuta intelligenza, che le permise di imparare a leggere e scrivere, così da redigere un diario e intrattenere una ricca corrispondenza. Il silenzio e il nascondimento caratterizzarono le sue esperienze di vita religiosa. Fu generosa verso i bisognosi, per i quali compiva opere di carità tramite persone che incaricava di volta in volta.

La ricchezza del suo profilo spirituale è strettamente legata all’evento e al Messaggio delle Apparizioni, per il quale conservò sempre il desiderio di adempiere la missione di custodirlo e diffonderlo.

La distinzione fra la vita della Venerabile  Serva di Dio e le Apparizioni è difficile anche perché molte delle sue sofferenze si dovettero imputare a queste: venne sempre tenuta nascosta, protetta, custodita. Si evince in lei tutta la fatica di tenere insieme l’eccezionalità degli avvenimenti di cui fu spettatrice e l’ordinarietà di una vita monastica come quella del Carmelo. Visse eroicamente la virtù della fede sia nella modalità con cui affrontò il procedimento ecclesiastico e civile relativo alle apparizioni, sia cercando di compiere in tutto la volontà di Dio e di aiutare gli altri a crescere nella fiducia in Lui. La sua lunga vita fu segnata dall’eroica speranza e dal profondo desiderio di “andare in Cielo”. Volle offrire la sua vita per amore verso Dio, riparando le offese contro di Lui e crescendo nella pietà eucaristica. Ebbe anche una grande sollecitudine per l’Ordine Carmelitano, i familiari, i malati e i poveri che sosteneva con la preghiera e la penitenza, ma anche attraverso la pratica della carità.

Vista la grade fama di santità di cui ella fu circondata, Benedetto XVI dispensò dall’attesa dei 5 anni prima di iniziare la Causa di beatificazione e canonizzazione. 

 

DICASTERO DELLE CAUSE DEI SANTI

 

CONIMBRICENSIS

BEATIFICATIONIS et CANONIZATIONIS

SERVAE  DEI

MARIAE  LUCIAE  A  IESU  ET  A  CORDE  IMMACULATO

(in saeculo:  Luciae  dos  Santos)

Monialis  Professae  Ordinis  Carmelitarum  Discalceatorum

(1907-2005)

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DECRETO SULLE VIRTÚ EROICHE

 

Era la lampada che arde e risplende, e voi avete voluto rallegrarvi alla sua luce” (cf. Gv 5,35).

 

Queste parole di Gesù illuminano la vita e la spiritualità della Serva di Dio Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato (al secolo: Lucia dos Santos). Guidata dalla Madonna del Rosario, il 13 giugno 1917, è stata chiamata a diffondere nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria, vedendo se stessa all’interno della luce che splendeva dalle Sue mani e si diffondeva sulla terra. Assumendo la missione con fortezza, mostra che la santità è “vivere la Luce di Dio che abita in me, vivere nella Luce, vivere della Luce e vivere per la Luce!” (Diario, 18.06.1970). Profetessa della “grazia e misericordia” che Dio vuol riversare sul mondo, offre la vita, in unione con Gesù-Eucaristia e con il Cuore Immacolato di Maria, per la Chiesa e per la conversione dei peccatori. Pur vivendo in clausura, la sua vita ha reso la sua cella un luogo di orizzonti mondiali, indicando “la strada dove abita la luce” (Gb 38,19) e la pace.

 

Lucia nacque ad Aljustrel (Fatima, Portogallo) il 28 marzo 1907, fu battezzata il 30 marzo 1907 e fece la prima comunione all’età di 6 anni.

Nel 1916, con i cugini, i santi Francesco e Giacinta Marto, ebbe per tre volte le Apparizioni dell’Angelo della Pace e, nei giorni 13 dei mesi da maggio ad ottobre (ad eccezione di agosto) del 1917, della Vergine del Rosario. Dopo la morte dei cugini, diventa l’unica custode del Messaggio di Fatima, con la Madonna “come rifugio e camino verso Dio”.

Entrò nell’Istituto di Santa Dorotea in Spagna, il 24 ottobre 1925. A Pontevedra, il 10 dicembre successivo, ebbe l’Apparizione della Madonna e del Bambino Gesù, con la quale fu richiesta la Devozione dei Primi Sabati. A Tui, il 13 giugno 1929, ebbe l’Apparizione della Madonna e della Santissima Trinità, che domandava la Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. Emise la professione dei Voti Perpetui, il 3 ottobre 1934, e rimase in Spagna nel periodo della Guerra Civile Spagnola e della Seconda Guerra Mondiale. Tra il 1935 e il 1941, per ordine del Vescovo di Leiria, stese le “Memorie” dei ricordi dei cugini e delle Apparizioni e, il 3 gennaio 1944, scrisse la terza parte del Segreto di Fatima.

Desiderando un maggior raccoglimento e silenzio, il 25 marzo 1948, entrò nell’Ordine del Carmelo a Coimbra, prendendo il nome di “Suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato”. Ricevette l’abito carmelitano il 13 maggio 1948 e fece la Professione Perpetua il 31 maggio del 1949.

Rimase nella clausura del Carmelo fino alla sua morte, uscendo per volontà dei Papi San Paolo VI (1967) e San Giovanni Paolo II (1982, 1991, 2000), in occasione dei loro viaggi a Fatima. Osservò la Regola Carmelitana, nella gioia di poter “essere uguale a tutte”, dalle quali si distingueva per la sua carità. Docile allo Spirito Santo ha percorso la via fino all’unione trasformante con Gesù-Eucaristia, lo Sposo della sua vita.

Dal silenzio del chiostro divenne una figura universale, custodendo nel cuore, attraverso preghiera e sacrifici, i drammi del mondo, unendo armoniosamente in sé la dimensione mistica e profetica. Quest’ultima si sviluppò anche attraverso un’intensa attività epistolare e letteraria.

Tutta la vita della Serva di Dio fu una partecipazione al mistero Pasquale de Cristo: la salute fragile, le norme della Santa Sede sulle visite che poteva ricevere, gli impegni della vita religiosa, i molti rapporti con figure ecclesiali e di diversi ambiti sociali. In ogni cosa, rinnovava il “Sì, lo vogliamo” del 1917 e ripeteva nel cuore la preghiera d’offerta insegnatale dalla Madonna: “O Gesù, è per Vostro amore”.

La Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria è stata un tema su cui ha insistito, convinta che da essa dipendesse la pace mondiale. Il 25 marzo 1984 vide compiersi la Consacrazione, con l’unione dei Vescovi al Papa al momento di adempiere la richiesta della Madonna.

La sua vocazione fu vissuta in modo radicale come servizio alla Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, e nell’unione profonda al Santo Padre. Realizzò, così, il desiderio di essere luce di Gesù e del Cuore Immacolato, riflettendo nel mondo lo splendore dell’amore misericordioso di Dio.

Morì nel Carmelo di Coimbra il giorno 13 febbraio 2005, avvolta da una grande fama di santità. Fu sepolta, per un anno, nel chiostro dello stesso Carmelo; la traslazione delle sue spoglie mortali alla Basilica di Nostra Signora del Rosario, a Fatima, avvenne il 19 febbraio 2006, accompagnata da un gran numero di fedeli.

In virtù della fama di santità e di segni, fu celebrata presso il Tribunale Ecclesiastico della Diocesi di Coimbra l’Inchiesta diocesana, in due distinte fasi, tra il 2012 e il 2017, la cui validità giuridica è stata riconosciuta dal Dicastero con Decreto del 14 settembre 2018. Preparata la Positio, fu tenuto, il 9 marzo 2023, con esito positivo, il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 6 giugno 2023 hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, della Serva di Dio Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato (al secolo: Lucia dos Santos), Monaca Professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, nel caso e per le finalità di cui si tratta.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 22 giugno dell’anno del Signore 2023

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario