Causa in corso
Maria Cristina Ogier
- Venerabile Serva di Dio -

Maria Cristina Ogier

(1955 - 1974)

Venerabilità:

- 20 maggio 2023

- Papa  Francesco

Fedele Laica; fin da piccola, mostrò una grande fede nell’accettazione della malattia che le provocava notevoli difficoltà motorie. Malgrado le sofferenze, non si chiuse in se stessa ma si aprì alla Grazia

  • Biografia
Con straordinario dinamismo si dedicò alla raccolta di fondi per opere di carità che sembravano di difficile realizzazione

 

La Venerabile Serva di Dio Maria Cristina Ogier nacque a Firenze (Italia) il 9 marzo 1955. All’età di circa quattro anni, le venne diagnosticato un tumore alla base encefalica. Operata in Svezia, riuscì a salvarsi, diagnosticando però una aspettativa di vita piuttosto breve.

Sin da bambina frequentò con la famiglia la parrocchia dove, sotto la direzione spirituale del parroco, percorse un grande cammino di fede. In occasione della Prima Comunione e della Cresima non volle regali, chiedendo a parenti e amici di devolvere il corrispettivo dei doni ai più bisognosi. Desiderò recarsi solo in pellegrinaggio a Lourdes dove, nella Grotta di Massabielle, si consacrò alla Vergine Maria. Frequentò le scuole presso un Istituto gestito dalle Suore inglesi di Santa Reparata.

Nel 1969 si iscrisse all’Apostolato della Preghiera, pregando con costanza e partecipando alla Santa Messa quotidiana. Conosciuto un sacerdote cappuccino missionario in Amazzonia, dal 1971 al 1973, intraprese l’opera di raccolta fondi per la costruzione di un battello ambulatorio da inviare in missione. Si iscrisse all’Unitalsi, svolgendo un generoso e umile servizio di carità verso bisognosi e infermi.

Iscrittasi alla Facoltà di Medicina, nel 1973, le sue condizioni di salute peggiorarono in maniera sempre più marcata, impedendole di frequentare l’Università.

Il 10 ottobre 1973, avendo mostrato sempre una grande sensibilità per la spiritualità francescana, fece la vestizione nel Terz’Ordine Francescano. Recatasi con la madre a Roma per tentare nuove terapie, morì l’8 gennaio 1974, all’età di 19 anni circa.

La Venerabile Serva di Dio, fin da piccola, mostrò una grande fede nell’accettazione della malattia che le provocava notevoli difficoltà motorie. Malgrado le sofferenze, non si chiuse in se stessa ma si aprì alla Grazia, imparando a offrire a Dio le proprie sofferenze per l’espiazione dei peccati.

Con straordinario dinamismo si dedicò alla raccolta di fondi per opere di carità che sembravano di difficile realizzazione. Il suo atteggiamento gioioso era contagioso e coinvolgeva altre persone nelle iniziative benefiche. Benché amasse operare nel nascondimento, la sua azione ebbe notevole risonanza. Malgrado le prove quotidiane, riservò una particolare attenzione per le necessità e i problemi degli altri, per i quali era solita pregare. Contemporaneamente s’impegnava nell’assistenza agli anziani soli e bisognosi. Non trascurò di interessarsi alle questioni sociali e politiche frutto dei fermenti ideologici di quegli anni. In particolare, si prodigò a favore della vita durante l’acceso dibattito sviluppatosi intorno ai primi tentativi di legalizzazione dell’aborto. Cercò di mantenere le relazioni di amicizia anche attraverso la corrispondenza.

La gioia interiore che le derivava dalla confidenza con il Signore non faceva trapelare la sofferenza che la malattia le cagionava, trasformandola in una continua opera caritativa.

Dopo la morte si manifestò e consolidò lungo gli anni una certa fama di santità.