Causa in corso
Pierre Goursat
- Venerabile Servo di Dio -

Pierre Goursat

(1914 - 1991)

Venerabilità:

- 18 dicembre 2024

- Papa  Francesco

Fedele Laico; fin dal momento della sua conversione, avvenuta all’età di 19 anni, visse le virtù cristiane con grande ardore, dimostrando forza e coraggio nelle diverse prove e difficoltà della vita. Manifestò sempre un grande amore per la Chiesa e una fedeltà incondizionata al suo Magistero

  • Biografia
  • decreto sulle virtù
Fu animato da una fervida devozione alla Madonna e al Sacro Cuore di Gesù, che definiva “fornace ardente di carità”

 

Il Venerabile Servo di Dio Pierre Goursat nacque a Parigi il 15 agosto 1914 e trascorse l’infanzia e la prima adolescenza in un contesto familiare reso difficile dal temperamento del padre, affetto da turbe psichiche, che nel 1923 lasciò la moglie, abbandonando la famiglia. Tre anni dopo perse il fratello minore, Bernard, di dieci anni, e continuò a vivere insieme alla madre che gestiva una pensione in un quartiere centrale di Parigi. Nel 1933, durante il periodo trascorso in sanatorio dopo aver contratto la tubercolosi, intraprese un cammino di conversione che lo portò alla fede e alimentò in lui un profondo amore per la Chiesa. Dopo la morte della madre, continuò a gestire la pensione di famiglia, nonostante avesse una salute molto precaria. Nel 1943 conobbe l’Arcivescovo di Parigi, il Cardinale Emmanuel Suhard, che ebbe un ruolo determinante nella sua maturazione cristiana, accompagnandolo nel discernimento della sua vocazione di laico consacrato e ricevendo, nel 1943, il suo voto di castità. L’attività del Venerabile Servo di Dio divenne particolarmente intensa nell’ambiente culturale francese. In quegli anni collaborò alla Missione di Francia e a quella di Parigi e, consapevole dell’importanza dei media nel campo dell’evangelizzazione, accettò di divenire Segretario generale dell’Office Catholique Français du Cinéma. Intanto, riavvicinatosi al padre disagiato psichico, sviluppò un crescente interesse per i poveri e le persone in difficoltà fisiche e mentali, interessandosi soprattutto ai giovani minacciati dalla droga e dalla delinquenza, tanto da accogliere alcuni di essi nella casa-barcone chiamata Péniche da lui acquistata con questo scopo e tenuta ormeggiata sulle rive della Senna. Nel 1971 avvenne un’esperienza decisiva nella sua vita che, nel corso di un ritiro spirituale, ricevette una “effusione dello Spirito Santo”. Dopo questo evento, insieme a Martine Laffitte, avviò un gruppo di preghiera che in un anno raggiunse i 500 partecipanti.  Nel 1973 nella città di Parigi si erano rapidamente moltiplicati questi gruppi di preghiera che il egli chiamò “Emmanuele”, organizzando per essi sessioni di formazione nel Santuario del Sacro Cuore di Gesù di Paray-le-Monial. Il Vescovo del luogo affidò la cura di questo Santuario alla Comunità Emmanuele che lo ha fatto diventare un importante centro di spiritualità. Nel 1978 tornò a vivere sulla casa-barcone diventata una specie di “sede” della sua comunità, la quale continuava a crescere e rapidamente espandersi in molte nazioni (attualmente è presente in 70 paesi dei diversi continenti). Dopo un infarto subito nell’estate del 1985, decise di ritirarsi dal governo della Comunità trascorrendo l’ultima parte della sua vita nel nascondimento e nella preghiera in un atteggiamento di fiducioso abbandono a Dio. Morì sulla Péniche il 25 marzo 1991 e i suoi funerali furono celebrati due giorni dopo, Giovedì Santo, dall’Arcivescovo di Parigi, il Cardinale Jean-Marie Lustiger, nella Chiesa della Santissima Trinità, che era stata affidata alle cure della Comunità dell’Emmanuele.

Il Venerabile Servo di Dio, fin dal momento della sua conversione, avvenuta nel 1933 all’età di 19 anni, visse da laico le virtù cristiane con grande ardore, dimostrando forza e coraggio nelle diverse prove e difficoltà della vita. Egli manifestò sempre un grande amore per la Chiesa e una fedeltà incondizionata al suo Magistero. Fu animato da una fervida devozione alla Madonna e al Sacro Cuore di Gesù, che definiva “fornace ardente di carità”, e pertanto si adoperò per dare nuova vitalità al Santuario di Paray-le-Monial. Dall’amore per Dio traeva origine il suo amore verso il prossimo: Pierre Goursat esercitò costantemente la carità nei confronti dei bisognosi, dei poveri e dei disagiati, da lui considerati “feriti dalla vita”, come suo padre, che cercò di aiutare anche nel suo cammino di riconciliazione con Dio, in quanto, dalla carità verso il prossimo scaturiva il suo zelo per la salvezza delle anime.

Svolse il suo ruolo di responsabile della Comunità da lui fondata in maniera umile e discreta, senza mai mettersi al centro dell’attenzione ed anzi rifuggendo la notorietà, la visibilità, i privilegi e i vantaggi personali. Anche il suo rapporto con la gerarchia ecclesiastica fu improntato a una fedele collaborazione vissuta in maniera nascosta, senza clamori e pubblicità. I suoi rapporti con gli altri membri della comunità e con coloro che lo avvicinavano erano sempre improntate alla trasparenza e alla sobrietà. Visse la povertà in grado eroico, non possedendo nulla e donando ai bisognosi tutto quello che aveva. La sua morte suscitò un grande slancio di preghiera e di fervore spirituale e molte persone continuano a visitare la sua tomba, a Paray-le-Monial, affidandogli le proprie intenzioni di preghiera.

L’Inchiesta diocesana si è svolta nella Diocesi di Parigi dal 7 gennaio 2010 al 19 dicembre 2015.

Validità giuridica dell’Inchiesta Diocesana: 2 giugno 2017.

Congresso Peculiare dei Consultori Teologi: 14 giugno 2022.

Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi: 3 dicembre 2024.

 

DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM

 

PARISIENSIS

BEATIFICATIONIS ET CANONIZATIONIS

SERVI DEI

PETRI GOURSAT

CHRISTIFIDELIS LAICI

(1914-1991)

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DECRETO SULLE VIRTÚ EROICHE

 

Testimone delle profonde mutazioni che hanno sconvolto la società francese e la Chiesa nel XX secolo, il Servo di Dio Pierre Goursat fu un pioniere del rinnovamento del culto eucaristico e del Sacro Cuore, in consonanza con il messaggio spirituale di San Francesco di Sales e di Santa Teresa del Bambino Gesù. Laico celibe, contemplativo e uomo di azione, fondò la Comunità dell’Emmanuele, traendone il nome dalla parola della Scrittura: “Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele” (Mt 1,23).

Pierre Goursat nacque a Parigi il 15 agosto 1914. I suoi genitori, Victor Goursat e Marie Latapie, si separarono nel 1923. Marie, che gestiva una pensione di famiglia a Parigi, si prese cura dei due figli, Pierre e Bernard. Quest’ultimo morì improvvisamente nel 1926 all’età di 10 anni.

Nel 1933, a 19 anni di età, Pierre si ammalò di tubercolosi e, mentre si trovava per cure in un sanatorio nel Plateau d’Assy, nelle Alpi, visse una forte esperienza di conversione. Ritornato a Parigi, iniziò gli studi di storia dell’arte presso l’École du Louvre, seguendo anche corsi di storia e di archeologia all’École Pratique des Hautes Études. Allo stesso tempo, aiutava sua madre, gravemente malata, a gestire la pensione di famiglia. Alla morte di lei, nel 1941, Pierre si dedicò alla gestione dell’hotel.

Nel 1943, il Servo di Dio conobbe l’Arcivescovo di Parigi, il Cardinale Emmanuel Suhard, che divenne suo consigliere spirituale. Nei dialoghi con lui, Pierre scoprì di essere chiamato a rimanere laico per adorare e evangelizzare nel cuore del mondo. Il Cardinale Suhard lo confermò in questa vocazione e ricevette il suo voto privato di castità.

Sempre gestendo la pensione di famiglia, il Servo di Dio aprì una libreria religiosa nel 1945, poi una società di edizioni a Parigi. Seguì da vicino le nuove iniziative apostoliche che si sviluppavano in Francia, in particolare la Gioventù Operaia Cristiana (JOC), la Missione di Francia e la Missione di Parigi. Partecipò anche ad un gruppo della Legione di Maria dove incontrò il padre Raymond Pichard, il primo a diffondere nel 1949 la messa domenicale alla televisione francese. Da queste esperienze, Pierre prese coscienza che i mass media sono un campo di evangelizzazione privilegiato per raggiungere un gran numero di persone.

Dal 1946 al 1950, collaborò con il Centro Cattolico degli Intellettuali Francesi. Membro del Comitato Direttivo, fu incaricato delle pubblicazioni, dell’organizzazione di dibattiti dopo la proiezione di film. Alla fine dell’anno 1949, Pierre vendette la pensione di famiglia per dedicarsi completamente all’evangelizzazione. Come critico cinematografico, fondò nel 1951 il Circolo del Cinema Francese.

Nel 1960, venne nominato Segretario Generale dell’Ufficio Cattolico Francese del Cinema. In questa veste ebbe l’occasione di frequentare produttori e attori e di partecipare ai festival di Cannes e di Venezia.

Nello stesso tempo, Pierre aveva una grande compassione per i poveri e le persone in difficoltà, in particolare per i giovani. Volendo creare per questi ultimi un centro di accoglienza, di orientazione e di prevenzione dalla droga, nel 1971, acquistò un vecchio barcone, la Péniche, che ormeggiava sulla Senna presso il ponte di Neuilly. Nello stesso anno, conobbe il “Rinnovamento carismatico” e, nel febbraio 1972, ricevette l’ “effusione dello Spirito”, nel corso di un ritiro, a cui parteciparono altre persone, tra le quali Martine Laffitte, stagista in medicina, con cui diede inizio a un gruppo di preghiera che, in un anno, passò da 5 a 500 partecipanti. Nel 1973, altre assemblee di preghiera nacquero a Parigi, prendendo il nome di “Emmanuele” e Pierre ne accettò la responsabilità. Nel 1975 organizzò delle sessioni di preghiera e di formazione a Paray-le-Monial e, l’anno successivo, propose un ritiro spirituale che pose le fondamenta della Comunità dell’Emmanuele, in gestazione da più di quattro anni. Nel 1978, Pierre si trasferì sulla Péniche con i suoi collaboratori più vicini, mentre la Comunità dell’Emmanuele si sviluppò rapidamente in diversi Paesi.

In questi anni, cercò di radicare profondamente la Comunità dell’Emmanuele nella Chiesa, dando inizio ad una forma nuova e originale di vita comunitaria che riuniva persone di tutti gli stati di vita, che aveva come base la chiamata universale alla santità, la dignità della vocazione battesimale e il recupero della dimensione trascendente della fede e del primato dell’adorazione. Egli stesso fu prima di tutto un “adoratore” che trascorreva molto tempo in preghiera, e anche un ardente “evangelizzatore”, infiammato di amore per Dio e per gli uomini.

Ricoverato in ospedale per infarto al miocardio alla fine dell’estate 1985, Pierre decise di ritirarsi dal governo della Comunità. Cominciò l’ultima tappa della sua vita, nel nascondimento, nella preghiera e nell’abbandono a Dio, vivendo un impoverimento fisico progressivo.

Morì sulla Péniche il 25 marzo 1991. I suoi funerali vennero celebrati a Parigi il 27 marzo successivo dal Cardinale Jean Marie Lustiger nella chiesa della Santa Trinità a Parigi. Venne sepolto a Paray-le-Monial.

L’Inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità e di segni del Servo di Dio fu istruita nella Diocesi di Parigi dal 7 gennaio 2010 al 19 dicembre 2015. Trasmessi gli Atti al Dicastero delle Cause dei Santi, il 2 giugno 2017 fu emesso il Decreto di Validità dell’Inchiesta diocesana.

Preparata la Positio, fu sottoposta all’esame del Congresso Peculiare dei Consultori Teologi il 14 giugno 2022, con esito positivo. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 3 dicembre 2024 hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali, Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, del Servo di Dio Pierre Goursat, Fedele Laico.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 18 dicembre 2024.

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario