Causa in corso
Teresa Enríquez de Alvarado
- Venerabile Serva di Dio -

Teresa Enríquez de Alvarado

(1456 - 1529)

Venerabilità:

- 23 marzo 2023

- Papa  Francesco

Fedele Laica e Madre di Famiglia; si distinse per l’eroica fede e l’amore per Gesù Eucaristia, che la portarono a distaccarsi dallo sfarzo della Corte spagnola per dedicarsi alla preghiera e alle attività caritative

  • Biografia
  • decreto sulle virtù
«Non pongo altro fondamento in tutte le mie cose, se non la fiducia nel Santissimo Sacramento. Con questa fiducia ho sperimentato sempre grande fervore in ogni circostanza, realizzandosi essa meglio di quanto sapessi chiedere»

 

La Venerabile Serva di Dio Teresa Enríquez de Alvarado nacque a Valladolid (Spagna) intorno all’anno 1456. Dopo la morte della madre, fu affidata alle cure della nonna, che le trasmise una profonda vita di preghiera e un amore particolare per l’Eucaristia.

Nel 1471 fu introdotta alla vita di corte come dama di compagnia di Isabella di Castiglia. Per volere della famiglia, contrasse matrimonio con Gutierre de Cárdenas, Comandante Maggiore, Contabile Maggiore e Gran Soldato dei Re Cattolici, Ministro della Regina Isabella. Dal matrimonio nacquero quattro figli. Rimasta vedova nel 1503, si ritirò a Torrijos, nei pressi di Toledo, dove condusse una vita austera.

Sotto la guida del Venerabile Servo di Dio Fernando de Contreras, sacerdote diocesano, Teresa si dedicò a un’intensa vita di preghiera, dando alla sua spiritualità una forte connotazione eucaristica e una costante pratica delle opere caritative, distribuendo terreni ai poveri e ai bisognosi, donando loro grano da semina e denaro per comprare buoi e attrezzi agricoli.

Poiché a causa della peste e della carestia molti ragazzi rimasero orfani, ella fu per loro madre ed educatrice, dando inizio alla scuola La Piedra in una casa attigua al suo palazzo e anche quella dei Clerizones, dove veniva formato il coro della Collegiata. Si occupò anche di ragazze e donne orfane coinvolte nel mondo della prostituzione.

Ebbe grande cura dei malati, visitandoli personalmente e ampliando l’ospedale che aveva precedentemente costruito insieme al marito e fondandone altri.

Il suo più grande impegno fu di ravvivare il culto del Santissimo Sacramento, contribuendo alla nascita di varie confraternite, di un monastero dell’Ordine delle Concezioniste a Torrijos e dei conventi francescani di Santa María de Jesús a Torrijos, di “San Jerónimo” a Cazalla e di “Jesús María” e “Santa Clara” a Andújar.

Morì a Torrijos (Spagna) il 4 marzo 1529.

I suoi resti mortali, rimasti incorrotti, sono custoditi nel convento delle monache Concezioniste a Torrijos.

La Venerabile Serva di Dio si distinse per l’eroica fede e l’amore per Gesù Eucaristia, che la portarono a distaccarsi dallo sfarzo della Corte spagnola per dedicarsi alla preghiera e alle attività caritative.

Il suo grande amore per il Santissimo Sacramento, tale da essere conosciuta come la loca dell’Eucaristia, le fece maturare il desiderio di ravvivarne il culto. Con l’aiuto di alcuni frati, sostenne la confraternita di San Lorenzo in Damaso, a Roma, con una donazione per la cappella in onore del martire e s’impegnò per la divulgazione del culto Eucaristico in Centroamerica. Inoltre, aiutò i poveri, offrendo loro opportunità di lavoro e sostentamento. Con intelligenza e prudenza seppe gestire le ricchezze di famiglia che per lo più furono destinate alla realizzazione delle Opere caritative o per l’edificazione di luoghi di culto, confraternite e conventi.

La sua fama di santità si manifestò durante la vita e dopo la morte, riemergendo in tempi recenti anche grazie alla celebrazione dei Congressi Eucaristici. 

 

DICASTERO DELLE CAUSE DEI SANTI

 

TOLETANA

BEATIFICATIONIS et CANONIZATIONIS

SERVAE  DEI

TERESIAE ENRÍQUEZ DE ALVARADO

Christifidelis Laicae et Matrisfamilias

(1456-1529)

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DECRETO SULLE VIRTÚ EROICHE

 

«Non pongo altro fondamento in tutte le mie cose, se non la fiducia nel Santissimo Sacramento […] Con questa fiducia ho sperimentato sempre grande fervore in ogni circostanza, realizzandosi essa meglio di quanto sapessi chiedere» (dal Testamento, 37)

Tracciando le sue ultime volontà, la Serva di Dio Teresa Enríquez de Alvarado, laica e madre di famiglia, professava nel Testamento la sua illimitata fede nella Santissima Eucaristia che le consentì di fare della propria vita un autentico dono a Dio e ai fratelli. Cristo Signore, presente nel Sacramento dell’Altare, fu l’anelito del suo cuore, la luce per ogni sua scelta, la sorgente di ogni opera buona che generosamente mise in atto a favore della famiglia, della corte reale e della società del suo tempo.

 

La Serva di Dio nacque a Valladolid (Spagna) nel 1456 da Alfonso Enríquez de Quiñones e Maria Alvarado y Villagrán, entrambi appartenenti alla nobiltà di Spagna. Dopo la prematura morte della mamma, fu affidata alla nonna paterna che le trasmise l’amore per l’Eucaristia, educandola ad una vita di pietà. A quindici anni divenne dama di compagnia della regina Isabella di Castiglia. Nel 1474 sposò il nobile spagnolo Gutierre de Cárdenas, uomo ricco di beni e di virtù. Rimasta vedova nel 1503, e dopo il matrimonio dei figli, Teresa si ritirò a vita privata nel palazzo di Torrijos dove trascorse gli ultimi 26 anni. La grande fede e l’amore per Gesù Eucaristia la portarono a compiere la scelta radicale di distaccarsi dallo sfarzo della corte spagnola per dedicarsi alla preghiera e alle attività caritative. In tal modo realizzò in maniera credibile il duplice legame del precetto dell’amore verso Dio e verso il prossimo.

Amava rimanere lunghe ore in adorazione davanti all’Eucaristia. Aveva uno zelo profondo per tutto ciò che riguardava il decoro della divina liturgia e provvedeva generosamente agli arredi sacri. Volle ravvivare il culto del Santissimo Sacramento sostenendo e finanziando le confraternite ad esso preposte, a partire da quella di san Lorenzo in Damaso in Roma. Ne stabilì delle nuove in tutta la Spagna e nel Nuovo Mondo con il compito di accompagnare l’amministrazione del viatico e di provvedere a tabernacoli dignitosi per le chiese povere. L’apice della devozione alla Santissima Eucaristia da parte della Serva di Dio fu la fondazione della collegiata del Corpus Christi in Torrijos, considerata Caput et Mater di tutte le confraternite eucaristiche di Spagna, capolavoro dell’architettura e della fede nel Sacramento dell’altare. Ancora vivente il marito, e con il suo favore, Donna Teresa fondò due conventi per i frati minori sotto l’invocazione di Santa Maria di Gesù, in Torrijos e Andújar. Da vedova continuò ad amministrare con saggezza evangelica e generosità le ricchezze di famiglia, per la gloria di Dio e il bene della Chiesa, con la fondazione di quattro monasteri di Concezioniste, il primo dei quali a Torrijos, in pegno dell’amicizia spirituale che la legava alla Fondatrice dell’Ordine dell’Immacolata Concezione, Santa Beatrice de Silva y Meneses. Seguirono la fondazione di altri conventi e monasteri francescani.

L’amore verso il prossimo scaturì dal medesimo fervore eucaristico: riconoscendo il volto di Cristo nei poveri e nei sofferenti, la Serva di Dio si spogliò progressivamente dei suoi beni, condividendoli chi non ne aveva. Nei difficili tempi della carestia degli anni 1519 1520 incrementò ulteriormente la sua opera di bene, donando terreni per la coltivazione, grano per la semina, animali e mezzi per la cura dei campi. Nel solco della più autentica spiritualità francescana, e sotto la guida dei frati minori, indossò essa stessa umili vesti, rendendosi povera per amore dei poveri, credibilmente solidale con le sofferenze dell’umanità. La Serva di Dio andò incontro agli orfani abbandonati per far loro da madre. Curò gli infermi visitandoli personalmente nelle abitazioni e nell’ospedale della Santissima Trinità, fondato insieme al marito. Provvide all’educazione della gioventù con l’istituzione di un piccolo collegio per i fanciulli avviati al servizio liturgico nella Chiesa collegiata del Corpus Christi. La virtù della giustizia la rese attenta alla sofferenza dei cristiani prigionieri in mano dei mori. Dono e raccolse ingenti somme di denaro affinché i Mercedari e i Trinitari provvedessero al riscatto di quegli infelici, soprattutto dei bambini.

Assistita spiritualmente e confortata dal Viatico morì a Torrijos il 4 marzo 1529, compianta da tutti i poveri che avevano perso in lei una madre. Il suo corpo fu ritrovato incorrotto nell'anno 1677, come attualmente si trova nel convento delle monache Concezioniste di Torrijos.

La fama di santità che la circondò in vita si è tramandata attraverso i secoli, e si è imposta con evidenza in occasione dei Congressi Eucaristici Nazionali di Valencia del 1893, di Lugo nel 1896, di Toledo nel 1926 e di Compostela nel 1999. La sua figura e la sua testimonianza emergevano infatti tra i grandi devoti della Santissima Eucaristia in Spagna. Pertanto, dal 13 aprile al 30 novembre 2002 si celebrò presso la Curia ecclesiastica di Toledo l’Inchiesta diocesana sulla vita e le virtù, la cui validità giuridica fu riconosciuta dalla Congregazione della Cause dei Santi il 6 maggio 2005.

Preparata la Positio essa fu sottoposta all’esame dei Consultori Storici il 24 aprile 2018 e quindi alla valutazione dei Consultori Teologi il 18 gennaio 2022.

La Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi si è celebrata il 21 marzo 2023.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, della Serva di Dio Teresa Enríquez de Alvarado, nel caso e per le finalità di cui si tratta.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 23 marzo dell’anno del Signore 2023.

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario