Gaietà Clausellas Ballvé e Antoni Tort Reixachs

Gaietà Clausellas Ballvé e Antoni Tort Reixachs

(† 1936)

Beatificazione:

- 23 novembre 2024

- Papa  Francesco

Un Sacerdote diocesano e un Laico Padre di famiglia; la situazione politico-sociale della Spagna nel periodo della II Repubblica Spagnola (1931-1939) è storicamente nota, come pure il clima di persecuzione che i miliziani repubblicani instaurarono nei confronti di tutti coloro che si professavano membri della Chiesa cattolica, fossero essi consacrati o laici

  • Biografia
  • decreto sul martirio

 

La situazione politico-sociale della Spagna nel periodo della II Repubblica Spagnola (1931 - 1939) è storicamente nota, come pure il clima di persecuzione che i miliziani repubblicani instaurarono nei confronti di tutti coloro che si professavano membri della Chiesa cattolica, fossero essi consacrati o laici.

La Causa in parola tratta del martirio di un sacerdote e un laico, entrambi uccisi nel 1936 nel territorio dell’Arcidiocesi di Barcellona.  

Essi sono:

1 .Gaietà Clausellas Ballvé: nato il 5 agosto 1863 a Sabadell (Barcellona), fu accolto nel seminario diocesano di Barcellona all’età di dodici anni e fu ordinato sacerdote il 3 maggio 1888. Venne destinato a diversi ministeri pastorali, dando testimonianza di dedizione apostolica, austerità, povertà e umiltà.  Nel 1916 assunse l’incarico di cappellano all’Asilo de las Hermanitas del los Ancianos Desampardos  di Sabadell, mantenendolo per vent’anni. Anche durante la persecuzione religiosa affermò che non avrebbe mai abbandonato gli anziani che gli erano stati affidati. Prelevato dai miliziani il 14 agosto 1936 fu ucciso all’alba del giorno dopo.

2. Antoni Tort Reixachs: nato nei pressi di Barcellona il 28 marzo 1895, sposato dal 1917 con Maria Josefa Gavin Sagardia e padre di 11 figli, fu fervente cristiano, caritatevole verso i bisognosi, particolarmente devoto alla Santa Eucaristia e alla Vergine Maria. Durante la persecuzione ospitò nella propria abitazione diversi religiosi pur sapendo che questo avrebbe messo a rischio lui e la sua famiglia. Il primo dicembre 1936 dei miliziani armati, dopo aver fatto irruzione a casa sua, saccheggiando l’abitazione e sfregiando le immagini sacre, lo prelevarono, conducendolo al Convento di Sant’Elias, trasformato in carcere. Qui, sopportò maltrattamenti e vessazioni morali fino a quando, nella notte tra il 3 e il 4 dicembre fu condotto nei pressi del cimitero di Montcada e venne qui fucilato.

Il martirio materiale è ben provato.

Gaietà Clausellas Ballvé, pienamente cosciente della persecuzione religiosa che stava affrontando, rimase fedele al suo ministero anche quando gli fu consigliato di abbandonare gli anziani dell’istituto presso il quale prestava la sua assistenza spirituale.  Venne prelevato dalla casa senza opporre resistenza e poi fucilato alle spalle. L’odium fidei dei persecutori è ampiamente dimostrato dalla generale violenza contro la Chiesa e i suoi ministri e fedeli che erano di ostacolo per la propaganda atea dei miliziani.

Antoni Tort Reixachs, era consapevole del rischio che correva nell’ospitare e nascondere in casa sacerdoti e religiose perseguitati, sapendo che per questo motivo rischiava l’uccisione. L’odium fidei è provato dai maltrattamenti e dalle ingiurie inflittegli dai persecutori per il fatto di essere cristiano praticante.

 

DICASTERO DELLE CAUSE DEI SANTI

 

Barcinonensis

BEATIFICATIONIS seu DECLARATIONIS MARTYRII

Servorum Dei

CAIETANI CLAUSELLAS BALLVÉ

Sacerdotis dioecesani

et ANTONII TORT REIXACHS

Christifidelis Laici

 

(† 1936)

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Decretum Super Martyrio

 

Iustorum autem animae in manu Dei sunt, et non tanget illos malitia eorum” (Sap 3, 1).

 

Queste parole del libro della Sapienza riflettono bene la vita e la morte dei Servi di Dio Gaietà Clausellas i Ballvé, sacerdote diocesano, e Antoni Tort i Reixachs, fedele laico, che soffrirono la persecuzione per amore a Cristo e alla Chiesa.

Il Servo di Dio Gaietà Clausellas i Ballvé nacque il 5 agosto 1863 a Sabadell, allora nella diocesi di Barcellona, oggi di Terrassa, e fu battezzato il 19 dello stesso mese nella chiesa parrocchiale di San Félix della sua città. Entrato nel 1881 nel Seminario diocesano di Barcellona, fu ordinato sacerdote il 3 maggio 1888. Svolse il suo ministero in diverse parrocchie della diocesi e, infine, nella parrocchia di San Félix, a Sabadell, come vicario e poi come beneficiario. Fu anche confessore ordinario di diverse comunità di suore. Il 31 luglio 1916, fu nominato cappellano della Casa di Riposo de Sabadell, un servizio che non abbandonò mai e che, per la carità e la dolcezza verso i poveri e gli ammalati, venne chiamato il "padre dei poveri".

Prima dell'arresto, amava ripetere: "Siamo generosi, molto generosi con il nostro Signore; quale felicità più grande sarebbe la nostra se potessimo dare la nostra vita per Dio e sigillare la nostra fede con il nostro sangue!”. E anche: "Ho promesso al mio predecessore e fondatore [della Casa di Riposo] che non avrei mai abbandonato gli anziani; e se questo significa che devo versare il mio sangue, lo accetto pienamente e offro la mia vita a Dio".

Il 14 agosto 1936, verso le 18.00, i miliziani si recarono a casa sua per arrestarlo con il pretesto di trasferirlo presso un suo amico, dove avrebbe goduto di una maggiore sicurezza personale. Avendo compreso che la loro intenzione era diversa, il Servo di Dio, dopo aver salutato la cognata, iniziò a recitare il Te Deum.

Fu portato in automobile sulla strada che porta da Sabadell a Matadepera. Durante il tragitto, un miliziano ordinò al conduttore di fermarsi, fece scendere il Servo di Dio e gli sparò alle spalle. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Sabadell, per poi essere trasferito il 14 giugno 1957 nella cappella di Nostra Signora di Montserrat nella parrocchia di San Félix della stessa città.

Il Servo di Dio Antoni Tort i Reixachs nacque a Monistrol de Montserrat (Barcellona) il 28 marzo 1895, in una famiglia molto cristiana. Fu battezzato nella chiesa parrocchiale di San Pedro di quella città.

Nel 1903 la famiglia si stabilì a Barcellona, dove il Servo di Dio studiò alla scuola di San Pedro Apóstol e ricevette la prima comunione all'età di 12 anni, nel 1907.

Iniziò il mestiere di argentiere come apprendista finché, con l'esperienza acquisita, nel 1915 si mise in proprio e divenne un eccellente professionista, specializzato in oggetti liturgici. Il 17 agosto 1917 sposò María Gavín Sagardía, con la quale ebbe 13 figli.

Fu un marito e padre di famiglia esemplare, buono, onesto e affettuoso, con un grande spirito eucaristico, membro dell'Adorazione Notturna e devoto alla Vergine Maria, compiendo vari pellegrinaggi a Lourdes, assistendo generosamente i malati e recitando ogni giorno il Rosario completo. La domenica mattina, dopo la Messa, andava a radere i malati di tubercolosi dell'Ospedale di Sant Llàtzer e anche gli anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri, e dedicava i pomeriggi alla catechesi parrocchiale.

Il 21 luglio 1936, il Servo di Dio offrì la sua casa al vescovo diocesano, al suo segretario e a quattro suore. Lì condussero una vita di preghiera, con la celebrazione quotidiana dell'Eucaristia. Il 1° dicembre un gruppo di miliziani entrò in casa e, visto l'altare e gli oggetti religiosi, cominciarono a distruggerli. Quando il Servo di Dio vide che un miliziano aveva afferrato la pisside con le ostie consacrate, gliela tolse subito di mano dicendo: "Non toccare il mio Signore". Poi distribuì l'Eucaristia tra i parenti e i rifugiati e quando, giunse da suo figlio Jaime, di 5 anni, che non aveva ancora ricevuto la prima Comunione, dopo avergli chiesto se credeva nella presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, gli disse: "Loro prendono tuo padre dalla terra e io ti do tuo Padre dal cielo". E gli diede la comunione.

Verso le sei di sera dello stesso giorno, fecero prigionieri il Vescovo, il segretario, un fratello, una figlia del Servo di Dio e lui stesso per aver nascosto sacerdoti e suore. Furono portati alla sede del Comitato e da lì alla Checa de San Elías. La notte del 3 dicembre 1936, vennero portati nel cimitero di Montcada, dove furono assassinati.

La fama di martirio dei Servi di Dio si diffuse subito e si mantenne specialmente nel territorio delle diocesi di Barcelona e di Terrassa. Nel 1958 ebbe inizio il Processo Ordinario Informativo presso la Curia di Barcellona il quale, dopo un’interruzione nel 1962, fu ripreso nel 1993 e chiuso nel 2002. Il Dicastero delle Cause dei Santi ne dichiarò la validità il 14 febbraio 2003.

Preparata la Positio, essa fu sottoposta al Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, il 24 marzo 2015, con esito positivo.

I Padri Cardinali e Vescovi, riuniti nella Sessione Ordinaria del 9 aprile 2024 hanno riconosciuto che i summenzionati Servi di Dio morirono per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutti questi dati al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano il martirio e la causa che ha determinato il martirio dei Servi di Dio Gaietà Clausellas i Ballvé, Sacerdote diocesano, e Antoni Tort i Reixachs, Fedele Laico.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 13 aprile 2024

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario