Gabriel-Maria (al secolo: Gilbert Nicolas)

Gabriel-Maria (al secolo: Gilbert Nicolas)

(ca. 1460 - 1532)

Beatificazione:

- 21 febbraio 2026

- Papa  Leone XIV

Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori e Cofondatore dell’Ordine della Santissima Annunciazione della Beata Vergine Maria; rappresenta una figura di religioso colto e poliedrico che, con pazienza e costanza, seppe offrire un notevole impulso per la crescita della spiritualità della famiglia francescana. Operò mosso dal desiderio di riportarla all’autenticità delle proprie origini e fu un predicatore convincente, poichè testimone in prima persona di quanto da lui stesso professato

  • Biografia
Annunciatore della Parola di Dio attraverso la predicazione popolare, nutrì profonda devozione per l’Eucaristia e per la Vergine Maria, e si impegnò con ardore per propagare il culto popolare all’ Immacolata Concezione

 

Il Beato Gabriel-Maria (al secolo: Gilbert Nicolas) nacque a Riom, in Alvernia (Francia), circa 20 km a nord di Clermont-Ferrand intorno al 1460. Poco si sa della famiglia: forse ebbe un fratello e una sorella.

La sua non fu una vocazione precoce. Visse la giovinezza secondo la normalità dell’epoca. È probabile che la vocazione si debba alla predicazione dei religiosi francescani, che a quel tempo, come veri e propri specialisti, si dedicavano alla predicazione popolare. Infiammato da quella predicazione sull’Immacolata Concezione, desiderò consacrarsi interamente alla Vergine Maria. Compì un lungo cammino a piedi, per essere ammesso al noviziato dei frati dell’Osservanza di Lafont, dove ricevette la prima formazione e certamente pronunciò i voti religiosi intorno al 1480.

Successivamente entrò in contatto con la principessa Giovanna di Francia allorché, godendo già di fama di uomo di grande scienza e buona teologia, fu invitato da padre Jean de la Fontaine a sostituirlo, di tanto in tanto, nel suo ufficio di confessore della principessa. La presenza tuttavia di padre Gilbert alla corte di Giovanna di Francia è per la prima volta menzionata esplicitamente soltanto nel 1498, anno in cui si celebrò il processo per l’annullamento del matrimonio fra la principessa e il marito, Luigi XII, intenzionato a risposarsi con la duchessa Anna di Bretagna. Il tribunale ecclesiastico si riunì a Tours dal 10 agosto al 17 dicembre 1498 per decretare infine l’annullamento del matrimonio rato e non consumato fra i sovrani.

Luigi XII conferì quindi a Giovanna di Francia il ducato di Berry: la futura Santa entrò solennemente a Bourges il 13 marzo 1499. I primi anni a Bourges furono di grande importanza per maturare il progetto di fondazione di un nuovo ordine religioso, che Giovanna aveva in mente. Padre Gilbert le stette molto vicino e l’accompagnò. Fu lui a inviare due nipoti a Tours, perché reclutassero da una certa Macée Pourcelle, che aveva un pensionato per ragazze, un gruppo di giovani desiderose di diventare religiose del nuovo Ordine. Si recò lui stesso a Tours e riuscì a convincere a partire una decina di ragazze. Il 27 maggio 1500 le Postulanti entrarono nella casa: da quel momento il progetto di Giovanna di Francia prese corpo e le future Annunziate iniziarono la vita comune.

Padre Gilbert, assente per malattia al momento dell’avvio della comunità, si incaricò di stendere per loro una regola, che interpretasse al meglio le volontà della fondatrice. Lui stesso si recò a Roma per averne l’approvazione del Papa. L’interessamento personale del Card. Giovanni Battista Ferrari, datario di Alessandro VI, permise di convincere i cardinali ad ovviare il dettame del IV Concilio Lateranense (1215), che impediva l’avvallo di nuove regole religiose e consentì che il Papa, il 12 febbraio 1502, approvasse la regola delle Annunziate.

Padre Gilbert fu designato superiore canonico del nuovo ordine religioso. La regola interpretava bene la spiritualità francescana, mistica e pratica al contempo, prominente dalla carità; al contempo, l’imitazione della Vergine come essenza senza stessa della regola dava all’ordine delle Annunziate un carattere peculiarmente mariano.

Il 15 maggio 1502, molto stimato fra gli Osservanti, fu eletto dal Capitolo di Albi vicario provinciale di Aquitania, incarico che svolse nei 3 anni successivi. Occupò quindi quel tempo amministrando la sua provincia religiosa e con frequenti viaggi, che di fatto continueranno fino alla sua morte. All’inizio del 1504 compì la prima visita canonica della comunità di Bourges e nella Pentecoste di quell’anno, sempre a Bourges, ricevette la professione privata dei voti da parte di Giovanna di Francia. Il 21 novembre di quell’anno poi le religiose presero possesso del nuovo convento e resero stabile la loro clausura perpetua. Meno di 3 mesi dopo tuttavia Giovanna morì. Per un anno, fino alla Pasqua 1506, rimase lontano dal monastero di Bourges: vi ritornò in occasione della consacrazione della chiesa delle Annunciate. Nel frattempo, concluso il suo mandato a capo della provincia di Aquitania, diventò guardiano del convento di Amboise.

Nel 1507 Giulio II confermò le regole dell’Ordine dell’Annunciazione e accordò nuovi privilegi alle monache. Dovette essere quello il risultato di una nuova negoziazione da parte del Beato. La fondazione di un nuovo monastero ad Albi fu l’inizio dell’espansione dell’Ordine. A Pentecoste 1511 il Capitolo generale diede a Padre Gilbert l’incarico di vicario generale dell’Osservanza cismontana: la sua autorità coinvolgeva così il nord Europa e l’est, dalla Spagna alle Fiandre, alla Germania.

Nel 1518, riconoscendo la ricchezza della spiritualità mariana e la profonda devozione alla Vergine del religioso, Leone X stabilì che il nome del Beato cambiasse da Gilbert Nicolas a Gabriel-Maria. Nel corso del suo pontificato, Leone X approvò 2 confraternite associate all’Ordine religioso fondato da Giovanna di Francia. Tra il 1511 e il 1513, passando per Toledo, conobbe il primo monastero delle suore dell’Immacolata Concezione e, poiché gli Ordini delle Annunziate e dell’Immacolata Concezione presentavano profondi tratti comuni, Leone X approvò l’iniziativa di fonderli, chiedendogli di redigerne una regola comune.

Il Capitolo generale, tenuto ad Anversa nel giugno 1514, riunì ufficialmente Annunziate e Concezioniste e le pose sotto l’autorità dei frati dell’Osservanza. In quello stesso periodo il Beato venne eletto vicario provinciale di Francia ma, in seguito alla morte avvenuta in Spagna del religioso che aveva quell’incarico, venne nominato vicario generale dell’Ordine.

Continuò intanto l’espansione dell’Ordine dell’Annunciazione, a Bruges e Béthun nei Paesi Bassi, e poi in altre località in Spagna, a Bordeaux e in Inghilterra. Dal 1524 Padre Gabriel-Maria si fece carico della provincia della Provenza, ufficio che mantenne fino al 1526. Ancora una volta, nel Capitolo del 1529 fu di nuovo scelto come definitore. Nel 1530 fece visita al monastero delle Annunziate a Lovanio, che era stato recentemente fondato.

Fra il 1530 e la fine del 1531 le sue condizioni di salute declinarono. Il 27 agosto 1532 era a Rodez quando, dopo avere pranzato ed essersi ritirato nella sua stanza, chiese al frate che era con lui di recitare i vespri. All’ultimo versetto del Magnificat, si addormentò serenamente nel Signore.

 

Eroicità delle Virtù

Il Beato Gabriel-Maria, rappresenta una figura di religioso colto e poliedrico che, con pazienza e costanza, seppe offrire un notevole impulso per la crescita della spiritualità della famiglia francescana. Operò mosso dal desiderio di riportarla all’autenticità delle proprie origini e fu un predicatore convincente, poichè testimone in prima persona di quanto da lui stesso professato. Nutrì una spiritualità di tipo penitenziale, centrata sull’adorazione eucaristica e su un’ accesa  devozione mariana. Ricordato come uomo giusto, animato da grande carità, e apprezzato dalla gente e dai Confratelli, visse in povertà e nell’abbandono fiducioso alla volontà di Dio.

Le testimonianze raccolte evidenziano la pratica delle virtù teologali e cardinali, nonché dei Consigli evangelici in modo straordinario. Manifestò la fede nell’ardente zelo per la salvezza delle anime, profondendolo nei diversi ambiti del suo apostolato, dalla predicazione, all’insegnamento della teologia e all’aiuto spirituale verso coloro che gli si accostavano. Annunciatore della Parola di Dio attraverso la predicazione popolare, nutrì profonda devozione per l’Eucaristia e per la Vergine Maria, e si impegnò con ardore per propagare il culto popolare all’ Immacolata Concezione.

Fu uomo di speranza, nutrendo grande fiducia nel Signore misericordioso e seppe infonderla ai suoi numerosi penitenti, ai confratelli e alle monache dell’Annunziata. Guidò con saggezza e rettitudine tutte le persone che a lui si rivolgevano, senza mai fare differenze o preferenze, operando con giustizia verso Dio e verso il prossimo. Negli incarichi di responsabilità cercò sempre il bene spirituale dei confratelli e delle monache dell’Annunziata, affrontando con coraggio i delicati momenti dell’approvazione delle Regole, della fondazione dei nuovi monasteri.

Praticò sempre l’obbedienza in particolare nel corrispondere alle richieste dei Superiori e della Santa Sede, vivendo con parsimonia e prodigandosi a favore dei poveri e dei bisognosi. L’amore per la Vergine Maria e la particolare devozione alla sua Immacolata Concezione sostennero il suo desiderio di castità e purezza di cuore. Sul modello di San Francesco d’Assisi, visse intensamente l’umiltà con quanti incontrò nel suo cammino terreno.

 

Culto "ab immemorabili tempore praestito"

Subito dopo la morte, ricevette un culto spontaneo e immediato da parte dei fedeli, mai ostacolato da parte delle Autorità ecclesiastiche e sempre sorretto dalla perdurante fama di santità. Dal giorno della morte è stato invocato con preghiere e atti di pietà, prevalentemente a Rodez e in altri monasteri dell’Ordine dell’Annunciaziozione. Dopo la morte, i suoi resti mortali furono esposti alla venerazione  dei fedeli e delle monache e poi inumati sotto il pavimento ai piedi dell’altare maggiore della Chiesa del monastero di Rodez.

Per la costante venerazione, il 7 febbraio 1625 il vescovo di Rodez, Bernardino de Corneilhan, promosse la elevatio del suo corpo. Due anni dopo padre Jean Blancone scrisse la prima biografia, la cui memoria era celebrata ogni anno, nell’anniversario della morte, dalla monache dell’Annunziata. Nel 1642 il Cappellano delle Annunziate di Rodez venne incaricato di sollecitare presso Mons. de Corneilhan, una inchiesta sui “miracoli” attribuiti alla sua intercessione.

L’anno seguente vennero escussi  21 testimoni, ma tale inchiesta non sortì effetti ulteriori anche a causa degli sconvolgimenti politico- militari che interessarono in quel tempo la Francia. Tuttavia il 28 ottobre 1647 il papa Innocenzo X concesse l’indulgenza plenaria a coloro che avessero visitato la Chiesa delle Annunziate nel giorno in cui si faceva memoria del Beato, al quale venne attribuito l’appellativo di Santo. Un’indulgenza di sette anni alle medesime condizioni fu elargita il 2 settembre 1680 anche dal Papa Innocenzo XI che ripeteva per il Beato il titolo di Santo. Il culto, che dal 1638 figura nel martirologi dei santi francescani, rifiorì nel secolo XX, anche grazie al ristabilimento in Francia dell’Ordine della Vergine Maria e dei Frati Minori.

L’11 febbraio 1905 fu concesso l’imprimatur alle alle litanie del Beato Gabriel-Maria, composte dal monastero di Villeneuve-sur-Lot, diffuse nell’Ordine dell’Annunciazione e attualmente ancora utilizzate. Da questo rituale risulta che tutti i giorni, al termine di ogni decina del Rosario, è in uso ripetere l’invocazione “Bienheureux Père Gabriel-Maria priez pour nous”.

 

Storia della Causa

Solo successivamente si pensò ad avviare una procedura canonica  che ebbe i suoi capisaldi in un Processo ordinario informativo per la conferma del Culto immemorabile, celebrato nella diocesi di Agen in 25 sessioni, dal 17 giugno 1925 all’8 aprile 1927, seguito da importanti ricerche sceintifiche sulla vita e l’attività del Beato. In occasione del quinto centenario della fondazione dell’Ordine dell’Annunciazione sono stati svolti due convegni, a Parigi nel 2002, e a Clermont- Ferrand nel 2006, che hanno appportato nuovi contributi sul piano storico e teologico riguardo alla sua figura.

Dal 28 febbraio 2013 al 2 giugno 2015 si svolse un’Inchiesta diocesana presso la diocesi di Créteil.

La Congregazione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi, membri del Dicastero, si è espressa con voto affermativo sia sull’esercizio eroico delle virtù che sul culto ab immemorabili tempore praestito.