Olinto Marella

Olinto Marella

(1882 - 1969)

Venerabilità:

- 27 marzo 2013

- Papa  Francesco

Beatificazione:

- 04 ottobre 2020

- Papa  Francesco

Memoria Liturgica:

- 6 settembre

Presbitero italiano, sacerdote diocesano, fondatore delle "Piccole operaie" per occuparsi del doposcuola e dell'avviamento al lavoro; “Padre Marella”, come era comunemente chiamato, seppe leggere, con intenso sguardo di fede, le esigenze del suo tempo, nel quale si avvertivano i rapidi cambiamenti della modernità

  • Biografia
  • Decreto sul miracolo
  • decreto sulle virtù
“Il barbone di Dio”

 

Olinto Marella nacque a Pellestrina, piccola isola della laguna veneta, il 14 giugno 1882. Il padre, medico condotto, si distinse per la vita di fede e la carità operosa, soprattutto a beneficio della povera gente che curava senza percepire alcun onorario.

Terminati gli studi primari, su interessamento dello zio sacerdote don Giuseppe Marella, nel 1892 fu accolto nel seminario di Chioggia e, successivamente, proseguì gli studi a Roma, presso il Seminario Romano Maggiore. Il 17 dicembre 1904 venne ordinato sacerdote nella cappella del palazzo patriarcale di Venezia. I primi anni di ministero li svolse soprattutto come professore nel seminario di Chioggia. Nel 1908, il “Consiglio di Vigilanza” diocesano lo accusò di modernismo, contestandogli, tra l’altro, di aver ospitato don Romolo Murri e di utilizzare nel Ricreatorio Popolare metodi educativi non consoni, fra cui l’accoglienza di ragazzi e ragazze, per sfamarli, vestirli, istruirli e garantire loro una casa. Da quel momento iniziò per lui un periodo di sofferenze e incomprensioni. Dapprima gli venne tolto l’insegnamento e, il 24 settembre 1909, fu sospeso a divinis da S. Pio X, con il divieto anche di ricevere la S. Comunione. Da allora in poi, egli sostituì la talare con una marsina. Per potersi mantenere, conseguì a Padova la laurea in storia e filosofia, nonché il diploma di magistero, iniziando una serie di supplenze che lo portarono in vari licei italiani tra cui Treviso, Messina, Rieti, Ferrara, Padova e, infine, Bologna, dove si stabilì dal 1924. In quegli anni si mostrò obbediente e devoto a Dio e, con le sue iniziative a favore del prossimo, conquistò la stima e l’affetto di molti fedeli. Il 2 febbraio 1925 fu riammesso all’esercizio del sacerdozio.

Dopo averlo incardinato nell’Arcidiocesi di Bologna, il Cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca gli offrì la cura pastorale di una zona periferica della città, chiamata significativamente “Baraccato”. Qui, nel 1936, iniziò ad accogliere bambini orfani ed abbandonati non esitando a chiedere la questua egli stesso, presentando umilmente il cappello ai passanti. Per questo fu chiamato il “Barbone di Dio”.

Durante la guerra si adoperò attivamente per salvare ebrei e condannati, senza trascurare l’assistenza di quanti si trovavano in situazione di povertà e disagio. Nel 1948, raggiunta l’età del pensionamento come insegnante, diede l’avvio al progetto della “Città dei Ragazzi”, per raccogliere i giovani abbandonati, educarli ed insegnare loro un mestiere. Negli anni successivi si dedicò con alacrità alla realizzazione di tale opera, che inaugurò solennemente nel 1956.

Nel 1968 venne colpito da una gravissima ulcera perforante, che iniziò a causargli forti dolori, accettati, tuttavia, con serena fortezza. Visse quest’ultimo periodo della vita in una preghiera profonda, nel silenzio e con la corona del Rosario in mano. Ricoverato in ospedale nell’aprile del 1969, si spense serenamente il 6 settembre successivo, all’età di 87 anni, a San Lazzaro di Savena (Bologna).

 

Inchiesta diocesana

L’Inchiesta diocesana si svolse presso la Curia ecclesiastica di Bologna, dall’8 settembre 1996 al 17 dicembre 2005, in centododici Sessioni, con l’escussione di centoquattro testi, di cui due ex officio.

La validità giuridica dell’Inchiesta fu riconosciuta con il Decreto del 12 gennaio 2007.

 

Congresso Peculiare dei Consultori Teologi

Si svolse il 31 gennaio 2012, presieduto dal Promotore della Fede, con la presenza dei Consultori prescritti, i quali delinearono il ritratto biografico del Servo di Dio, distinguendolo in tre periodi: prima della sospensione a divinis (1882-1909), durante la pena canonica (1909-1924) e i rimanenti quarantacinque anni di vita.

Dall’analisi emerse che il Servo di Dio si trovò ad affrontare e superare durissime prove, che, tuttavia, egli seppe valorizzare per percorrere un cammino di purificazione interiore, sino a divenire totalmente docile alla volontà divina. Visse così in modo esemplare il suo sacerdozio, dal 1924 alla morte, portando frutti di santità ed esercitando in grado eroico tutte le virtù. Fu un testimone straordinario della carità, scegliendo di essere povero tra i poveri e loro umile servitore.

Al termine del dibattito, i Consultori si espressero unanimemente con voto affermativo a favore del grado eroico delle virtù, della fama di santità e di segni del Servo di Dio.

 

Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi

Si riunì il 19 febbraio 2013. L’Ecc.mo Ponente, dopo avere tratteggiato la storia della Causa e la figura del Servo di Dio, si soffermò sull’esercizio delle virtù, maturato durante un cammino di profonda e straordinaria evoluzione spirituale, che lo condusse a diventare un testimone esemplare soprattutto della carità, dell’umiltà e della povertà evangelica. Purificato dalla dolorosa esperienza della sospensione a divinis, il Servo di Dio seppe esprimere, in grado straordinario, la bontà del suo animo di sacerdote fedele a Cristo e alla Chiesa, trovando sempre forza in una profonda vita di preghiera.

Al termine della Relazione dell’Ecc.mo Ponente, che concluse constare de heroicitate virtutum, gli Em.mi ed Ecc.mi Padri risposero unanimemente al dubbio con sentenza affermativa. 

 

In vista della beatificazione

In vista della sua Beatificazione, la Postulazione della Causa ha sottoposto al giudizio della Congregazione delle Cause dei Santi una presunta guarigione miracolosa, avvenuta nel 1985 a Bologna.

Un uomo di trentasei anni, nel 1970, era stato sottoposto a intervento di gastroresezione per ulcera duodenale perforata. Dal 1983, in seguito a dolori gastrici, venne più volte ricoverato presso il policlinico S. Orsola di Bologna, dove gli venne diagnosticata pancreatite cronica e insufficienza esocrina pancreatica. Il 29 gennaio 1985 fu sottoposto a intervento chirurgico. Il decorso post-operatorio fu regolare fino al 5 febbraio, quando si verificarono episodi emorragici che si accentuarono bruscamente nei giorni successivi, con rischio di morte del paziente. I medici decisero di intervenire chirurgicamente per arrestare l’emorragia, ma invano. I parenti furono avvertiti del possibile exitus.

Il paziente e la moglie avevano un forte legame con il Ven. Servo di Dio, poiché entrambi erano stati accolti nelle “Case-Famiglia” da lui fondate nella Città dei Ragazzi a San Lazzaro di Savena. Anzi era stato proprio Don Olinto a benedire le loro nozze e il paziente era diventato il suo autista. Un’immaginetta del Venerabile venne posta sotto il cuscino del malato. Alle preghiere dei coniugi si unirono altri parenti, le suore e la caposala. La supplica rivolta al Venerabile fu efficace e antecedente al viraggio favorevole del decorso clinico, che dal 7 febbraio cominciò a registrarsi. Malgrado le previsioni sfavorevoli, le condizioni generali migliorarono rapidamente, fino a giungere alle dimissioni in data 23 marzo 1985.

Appare evidente la concomitanza cronologica e il nesso tra l’invocazione al Ven. Servo di Dio e la guarigione dell’uomo, che in seguito ha goduto di buona salute ed è stato in grado di gestire una normale vita relazionale.

Sulla guarigione, ritenuta miracolosa, presso la Curia di Bologna dal 13 giugno 2007 al 31 ottobre 2008 fu istruita l’Inchiesta diocesana, la cui validità giuridica è stata riconosciuta dalla Congregazione con decreto del 30 ottobre 2009. La Consulta Medica del Dicastero nella seduta del 10 gennaio 2019 ha riconosciuto che la guarigione fu rapida, completa e duratura, inspiegabile alla luce delle attuali conoscenze mediche.

 

BONONIENSIS

Beatificationis et Canonizationis

Venerabilis Servi Dei

OLYNTHI MARELLA

Sacerdotis Dioecesani

(1882-1969)

    

Decreto sul miracolo

 

Il Ven. Servo di Dio Olinto Marella nacque a nell’isola di Pellestrina, nella Laguna Veneta, il 14 giugno 1882. Entrato in seminario nel 1892, venne ordinato sacerdote il 17 dicembre 1904. I primi anni di ministero li svolse soprattutto come professore nel seminario di Chioggia. Nel 1908, il “Consiglio di Vigilanza” diocesano lo accusò di modernismo. Dapprima gli venne tolto l’insegnamento e, il 24 settembre 1909, fu sospeso a divinis, con il divieto anche di ricevere la S. Comunione. Conseguita la laurea in storia e filosofia, insegnò in vari licei italiani tra cui a Bologna, dove si stabilì dal 1924. Riammesso all’esercizio del sacerdozio il 2 febbraio 1925, si incardinò nella stessa Arcidiocesi, dove svolse la cura pastorale in una zona periferica della città, dedicandosi alla cura di bambini orfani ed abbandonati e non esitando a chiedere la questua egli stesso. Per questo fu chiamato il “Barbone di Dio”. Nel 1948, diede l’avvio al progetto della “Città dei Ragazzi”, per raccogliere i giovani abbandonati, educarli ed insegnare loro un mestiere. Colpito da una gravissima ulcera perforante, morì il 6 settembre 1969, all’età di 87 anni, a San Lazzaro di Savena, presso Bologna. Il decreto sull’eroicità delle virtù venne promulgato il 27 marzo 2013.

In vista della sua beatificazione, la Postulazione della Causa ha sottoposto al giudizio di questa Congregazione delle Cause dei Santi una presunta guarigione miracolosa, avvenuta nel 1985 a Bologna. Un uomo di trentasei anni, nel 1970, era stato sottoposto a intervento di gastroresezione per ulcera duodenale perforata. Dal 1983, in seguito a dolori gastrici, venne più volte ricoverato presso il policlinico S. Orsola di Bologna, dove gli venne diagnosticata pancreatite cronica e insufficienza esocrina pancreatica. Il 29 gennaio 1985 fu sottoposto a intervento chirurgico. Il decorso post-operatorio fu regolare fino al 5 febbraio, quando si verificarono episodi emorragici che si accentuarono bruscamente nei giorni successivi, con rischio di morte del paziente. I medici decisero di intervenire chirurgicamente per arrestare l’emorragia, ma invano. I parenti furono avvertiti del possibile exitus. Il paziente e la moglie avevano un forte legame con il Ven. Servo di Dio, poiché entrambi erano stati accolti nelle “Case-Famiglia” da lui fondate nella Città dei Ragazzi a San Lazzaro di Savena. Anzi era stato proprio Don Olinto a benedire le loro nozze e il paziente era diventato il suo autista. Un’immaginetta del Venerabile venne posta sotto il cuscino del malato. Alle preghiere dei coniugi si unirono altri parenti, le suore e la caposala. La supplica rivolta al Venerabile fu efficace e antecedente al viraggio favorevole del decorso clinico, che dal 7 febbraio cominciò a registrarsi. Malgrado le previsioni sfavorevoli, le condizioni generali migliorarono rapidamente, fino a giungere alle dimissioni in data 23 marzo 1985.

Appare evidente la concomitanza cronologica e il nesso tra l’invocazione al Ven. Servo di Dio e la guarigione dell’uomo, che in seguito ha goduto di buona salute ed è stato in grado di gestire una normale vita relazionale.

Sulla guarigione, ritenuta miracolosa, presso la Curia di Bologna dal 13 giugno 2007 al 31 ottobre 2008 fu istruita l’Inchiesta diocesana, la cui validità giuridica è stata riconosciuta da questa Congregazione con decreto del 30 ottobre 2009. La Consulta Medica del Dicastero nella seduta del 10 gennaio 2019 ha riconosciuto che la guarigione fu rapida, completa e duratura, inspiegabile alla luce delle attuali conoscenze mediche. Il 4 giugno 2019 si è tenuto il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. Il 29 ottobre 2019 ha avuto luogo la Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi, presieduta da me, Card. Angelo Becciu.

Et in utroque Coetu, sive Consultorum sive Cardinalium et Episcoporum, posito dubio an de miraculo divinitus patrato constaret, responsum affirmativum prolatum est.

Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de miraculo a Deo patrato per intercessionem Ven. Servi Dei Olynthi Marella, Sacerdotis Dioecesani, videlicet de celeri, perfecta ac constanti sanatione cuiusdam viri a “emorragia digestiva post-chirurgica del moncone pancreatico, complicante intervento di duodenocefalopancreasectomia con ricostruzione secondo Child, realizzato per pancreatite cronica indurativa della testa del pancreas, in paziente sottoposto a resezione gastrica e colecistectomia”.

 

Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.

 

Datum Romae, die 28 mensis Novembris a. D. 2019.

 

ANGELUS Card. BECCIU

Praefectus

 

                                        + MARCELLUS BARTOLUCCI

                                        Archiep. tit. Mevaniensis

                                        a Secretis 

 

BONONIENSIS

Beatificationis et Canonizationis

Servi Dei

OLINTHY MARELLA

Sacerdotis Dioecesani

(1882-1969)

 

Decretum Super Virtutibus

 

«Amo il Signore, perché ascolta la voce della mia preghiera. Verso di me ha teso l’orecchio nel giorno in cui lo invocavo» (Sal 116, 1-2).

 

Il Servo di Dio Olinto Marella nacque il 14 giugno 1882 nell’isola di Pellestrina, nella Laguna Veneta. Dopo aver frequentato le scuole elementari, avvertì i segni della vocazione sacerdotale: perciò fu accompagnato a Roma, dove frequentò il Collegio Romano, quindi il Seminario Maggiore Romano (dove, tra gli altri, ebbe come compagno di studi Angelo Roncalli, il futuro Beato Giovanni XXIII). Tra gli studenti più sensibili, il giovane Olinto si distinse per una grande apertura verso nuove proposte pastorali, che evidenziavano in modo particolare la dottrina sociale della Chiesa. Nei suoi anni di formazione non mancarono momenti di difficoltà, soprattutto a causa di una serie di lutti familiari. Anche per questo il Servo di Dio compì gli studi teologici fuori dal seminario e il 17 dicembre 1904 fu ordinato sacerdote. Ritornato a Pellestrina nel 1905, insegnò esegesi biblica e storia del cristianesimo nel seminario di Chioggia, la sua diocesi. In quel periodo, ispirato dai principi innovatori dell’enciclica Rerum Novarum, fondò nella sua isola un ‘Ricreatorio e Giardino d’infanzia’ per i figli poveri dei pescatori.

Nel frattempo grandi trasformazioni sociali, economiche e culturali incidevano profondamente anche nella vita della Chiesa e il Papa San Pio X, con l’intento di combattere l’eresia del modernismo, emanò delle disposizioni che coinvolsero anche il Servo di Dio. Così fu sospeso a divinis, sospensione che durò per quattordici anni; per il giovane sacerdote fu una dura prova, che egli cercò di superare con un rinnovato slancio di fede e impegnandosi nella ricerca di un lavoro all’interno delle scuole pubbliche. Dopo varie tappe, nel 1924 giunse a Bologna, che diverrà la sua città d’adozione, si dedicò all’insegnamento e si inserì nelle attività della parrocchia di S. Giovanni in Monte dopo essere stato reintegrato nel ministero sacerdotale. Fu, quindi, incaricato della cura pastorale in una zona periferica disastrata economicamente e moralmente. Qui iniziò ad impegnarsi a favore dell’infanzia abbandonata, sia accogliendo i fanciulli nella sua casa sia sistemandoli nei vari istituti cittadini: per loro si mise a questuare, chiedendo la solidarietà dei cittadini.

Durante la seconda guerra mondiale, si dimostrò un vero gigante della carità: con alcuni volontari aprì mense, accolse orfani e abbandonati, raccolse indumenti e cibo; aprì la sua casa agli ebrei fuggiaschi e ne salvò alcuni dalla deportazione in Germania insieme con trenta soldati; salvò un padre di famiglia cercando di sostituirsi a lui davanti al plotone d’esecuzione; durante un sanguinoso episodio di guerriglia, nonostante il divieto, portò via dalla pubblica strada i corpi di dieci collaborazionisti che erano stati impiccati. Infine realizzò una “Città dei Ragazzi” e fu guida spirituale di anime elette, fra cui Santa Gianna Beretta Molla e la Serva di Dio Maria Bolognesi. 

Il Servo di Dio fu un personaggio di primo piano in un’epoca che, a cavallo dei secoli XIX e XX, vide l’affermarsi di nuove teorie sociali, il contrasto Chiesa-Stato Italiano dopo le note vicende dell’unità d’Italia, gli orrori del primo conflitto mondiale, la necessità di operare attivamente nel soccorrere quanti erano stati provati dalla guerra. Nel suo profilo spirituale emergono con chiarezza le sue non comuni doti umane, le virtù cristiane e i valori del cammino sacerdotale. “Padre Marella”, come era comunemente chiamato, seppe leggere, con intenso sguardo di fede, le esigenze del suo tempo, nel quale si avvertivano i rapidi cambiamenti della modernità. In questo contesto, non privo di tensioni, egli pervenne ad una maturità spirituale, che si espresse in una intensa offerta al Signore nella preghiera unita a grande sensibilità e generosità nel servizio del prossimo più bisognoso. L’esercizio delle virtù, sostenuto da un completo abbandono alla volontà di Dio e dall’Eucaristia, fu per lui un’esperienza quotidiana e costituì un percorso di purificazione e di maturazione. La sua instancabile operosità si radicò in una incrollabile speranza. Completamente dimentico di se stesso, Padre Marella, il “Barbone di Dio”, visse in una straordinaria povertà e umiltà e orientò tutta la sua vita al servizio ecclesiale. La carità sgorgava limpida dal suo cuore e si riversava, con umiltà e dolcezza, verso tutti coloro che incontrava. 

Morì il 6 settembre 1969 a S. Lazzaro di Savena (BO).

In virtù della fama di santità, dall’8 settembre 1996 al 17 dicembre 2005 fu celebrata presso la Curia ecclesiastica di Bologna l’Inchiesta Diocesana, la cui validità giuridica è stata riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi con decreto del 12 gennaio 2007. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se il Servo di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Con esito positivo, si è tenuto il 31 gennaio 2012 il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 19 febbraio 2013, presieduta da me, Card. Angelo Amato, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.

Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu heroico, Servi Dei Olinthy Marella, Sacerdotis Dioecesani, in casu et ad effectum de quo agitur.

 

Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.

 

Datum Romae, die 27 mensis Martii a. D. 2013.

 

ANGELUS Card. AMATO, S. D. B.

Praefectus

 

                                        + MARCELLUS BARTOLUCCI

                                            Archiep. tit. Mevaniensis

                                        a Secretis