Maria Ignazia Isacchi (al secolo: Angela Caterina)
(1857 - 1934)
Fondatrice della Congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Asola; manifestò l’esercizio eroico della virtù della fede attraverso un’intensa vita di preghiera. Anche se impegnata nelle attività educative o di governo dell’Istituto, riservava all’orazione la priorità assoluta
La Venerabile Serva di Dio Maria Ignazia Isacchi (al secolo: Angela Caterina detta Ancilla) nacque 1’8 maggio 1857 a Stezzano (Bergamo, Italia). Nel 1879, entrò nell’Istituto delle Orsoline di Somasca, conseguendo anche il diploma di maestra elementare. Nel 1883 venne inviata nel nuovo collegio fondato dalla Congregazione a Ponte San Pietro, dove svolse il servizio di insegnante. Nel 1885, venne nominata Superiora e Direttrice del Collegio. Per le sue qualità umane e spirituali, nel 1889 il Vescovo di Bergamo, Mons. Gaetano Camillo Guindani, la nominò Vicaria Generale dell’Istituto e Maestra delle Novizie.
Nel 1892, nella Congregazione si presentarono due orientamenti: da un lato vi erano alcune suore che non desideravano avviare altre fondazioni se non quelle di Somasca e di Ponte San Pietro; dall’altro altre consorelle, tra cui anche ella, auspicavano l’apertura di nuove case. In questo contesto la Contessa Bianca Liberati Stanga presentò all’Istituto il desiderio che nel paese di Gazzuolo (Mantova), in una sua struttura, si aprisse una scuola, a condizione però che le suore si staccassero dall’Istituto e avviassero una nuova fondazione. Il vescovo di Cremona, Mons. Geremia Bonomelli, s’accordò con il vescovo di Bergamo, il quale accettò le condizioni della Contessa e chiese all’Istituto delle Suore Orsoline di Somasca di mettere a disposizione delle religiose questa nuova fondazione. Sette suore, tra cui la Venerabile Serva di Dio, si resero disponibili ad avviare questo nuovo progetto. Le suore arrivarono il 5 settembre 1893 alla destinazione e, dopo tre mesi, il vescovo di Cremona, firmò il decreto di approvazione della nuova Congregazione con il nome di “Istituto delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù”.
Nel 1894, si tenne il Primo Capitolo Generale ed ella venne eletta Superiora Generale e Maestra delle Novizie. Gli anni seguenti iniziarono una serie di nuove fondazioni, sempre dedicate all’educazione della gioventù.
Nel frattempo, la Contessa Bianca Liberati Stanga non gradì l’ampliamento delle attività di apostolato delle suore e voleva essere coinvolta nelle decisioni della Congregazione, pretesa che la Serva di Dio non accettò. Per tale motivo, nel 1903, la Contessa intimò alle suore di lasciare la sua proprietà. Nel 1917 la Serva di Dio trasferì la Casa Madre ad Asola (Mantova) e ricevette il decreto di approvazione del vescovo di Mantova.
Nel 1924, per motivi di salute, rinunciò al servizio di Superiora Generale. Le venne dato il titolo di Superiora Generale a vita ad honorem.
Morì il 19 agosto 1934 a Seriate (Italia).
Ella manifestò l’esercizio eroico della virtù della fede attraverso un’intensa vita di preghiera. Anche se impegnata nelle attività educative o di governo dell’Istituto, riservava all’orazione la priorità assoluta. La devozione al Sacro Cuore di Gesù ha rappresentato uno dei capisaldi del suo vissuto interiore.
L’esercizio eroico della virtù della speranza in lei si concretizzò nel guardare con fiducia anche le situazioni più difficili. Nei momenti di fatica e di prova, perseverò con grande convinzione, confidando nell’aiuto del Signore.
Rivolse la sua carità anzitutto a Dio, alla cui gloria volle dedicare ogni momento della propria esistenza e, conseguentemente, verso ogni tipo di povertà. Il campo educativo fu quello in cui mostrò il suo aiuto verso i bisognosi, prodigandosi per le famiglie più disagiate.
La fama di santità è viva all’interno della Congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore e nei luoghi in cui si trovano le Case dell’Istituto, unita ad una certa fama signorum.
In vista della beatificazione
Nel maggio del 1950, una suor Maria Assunta, ventitreenne religiosa della congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù di Asola, fondata dalla Venerabile Isacchi, cominciò ad avvertire forti dolori addominali accompagnati da frequenti diarree. Gli venne diagnosticata una “enterocolite di probabile natura tubercolare”, confermata da esami radiografici che evidenziavano “presenza di fatti tubercolari intestinali diffusi ed attivi”.
Poiché il primo trattamento, consistente in una dieta specifica, non ha dato il risultato sperato, nel mese di giugno si è deciso di inviare la suora in una stazione climatica nel paese della Riviera d’Adda. Tuttavia, le condizioni peggiorarono progressivamente, fino a quando il 6 agosto 1950 fu ricoverata all’Ospedale Bolgnini di Seriate, dove le fu diagnosticata la tubercolosi polisierosite, con sintomi quali versamento ascitico nei quadranti inferiori, meteorismo intenso, grave dispnea da versamento pleurico bilaterale e temperatura tra i 38 e i 39 gradi. Anche in questo caso, la terapia prescritta, nonostante un iniziale apparente miglioramento, si rivelò inefficace, e il 19 settembre la paziente subì nuovamente un episodio di estrema gravità con febbre alta fino a 41,5º, un intenso mal di testa che peggiorava con la presenza di luce, e perdita di tono muscolare. Il 27 settembre è stata eseguita una puntura lombare che ha confermato la diagnosi, con la conseguente gravità quad vitam; suor Maria Assunta non mangiava cibo, né poteva camminare. Data la gravità della situazione, ha persino ricevuto il Viatico.
In questo stato critico, e dal 19 settembre, suor Maria Aldina, religiosa della stessa congregazione della sanata, si propose di invocare la Fondatrice chiedendo la grazia della guarigione attraverso una novena, che veniva pregata in quei nove giorni puntualmente alle 21. La mattina della puntura lombare, cioè l’ultimo giorno della novena, il 27 settembre, sulla camicia della paziente è stata cucita una piccola medaglia con l’immagine della nostra Venerabile Serva di Dio. E quello stesso pomeriggio, poco dopo le 22, alla presenza di un’altra sorella, suor Maria Aldina, l’ammalata iniziò a conversare con quelle che sembravano essere la Vergine del Rosario e Madre Isacchi. Poco tempo la stessa suor Maria Assunta mostrò un miglioramento assai evidente, riuscendo a sedersi e mangiare in piccole quantità, anche cibi solidi.
Il giorno dopo, 28 settembre, fu in grado di camminare con le proprie gambe fino alla cappella dell’ospedale. Un esame radiologico dello stesso giorno evidenzia “campi polmonari e regioni apicali normotrasparenti e con residui fibrotici in sede apicale sinistra; a livello clinico, nessun sintomo e nell’arco di qualche giorno anche la circonferenza addominale è ritornata ai livelli pre-morbosi”, e il 29 nella visita medica è stato riscontrato che ella era rimasta “completamente guarita”. Fu dimessa dall’ospedale pochi giorni dopo, il 4 ottobre 1950, senza alcuna sequela o sintomo della malattia per la quale era stata ricoverata. 45 anni dopo, nel 1995, e nel contesto dell’indagine su questo processo super miro, la sanata è stata visitata dagli dovuti periti ab inspectione, che separatamente e indipendentemente hanno confermato l’assenza di sintomi della polisierosite tubercolare.
Suor Maria Assunta visse fino a 92 anni; morì il 7 settembre 2018 per cause del tutto estranee alla malattia del 1950.