Causa in corso
Salvo D'Acquisto
- Venerabile Servo di Dio -

Salvo D'Acquisto

(1920 - 1943)

Venerabilità:

- 24 febbraio 2025

- Papa  Francesco

Laico; dopo l’esplosione dell’ordigno conservato nella Torre di Palidoro, nei momenti drammatici che seguirono all’arresto degli ostaggi della rappresaglia predisposta dai militari nazisti, egli sostenne i prigionieri sia con la propria vicinanza che con parole che rivelarono, non solo una carità così eroica da permettergli anche il sacrificio della vita, ma nello stesso tempo, manifestavano la serenità profonda che solo la fede e la speranza cristiana possono donare.

 

Leone XIV

"Il suo sacrificio ha un valore molto più prezioso della medaglia d’oro al valore militare che ne onora la memoria: dando la vita per i propri concittadini, infatti, egli realizzò pienamente la sua missione di Carabiniere. In un tempo di guerra e di odio, il suo coraggio divenne profezia di una pace costruita sulla dedizione più generosa: sono uomini come lui a illuminare le difficoltà che anche oggi pesano su tanti popoli."

  • Biografia
  • decreto sull'OFFERTA DELLA VITA
Nei momenti di difficoltà legati al suo servizio in zone di guerra, comunicò sempre ai commilitoni e ai subalterni la speranza nell’aiuto di Dio

 

Il Venerabile Servo di Dio Salvo D’Acquisto nacque a Napoli il 15 ottobre 1920, primogenito di una famiglia modesta e numerosa nella quale gli vennero trasmessi solidi valori cristiani. A quindici anni, lasciati gli studi, iniziò a lavorare nella bottega dello zio e, a diciotto anni, entrò nell’Arma dei carabinieri frequentando la Scuola Allievi Carabinieri di Roma, al termine della quale fu promosso carabiniere presso il Commissariato Generale per le Fabbricazioni di Guerra. Nel novembre del 1940, a seguito dell’entrata in guerra dell’Italia, fu inviato in Libia dove prestò servizio fino al settembre 1942. La sua rettitudine morale suscitò ammirazione da parte dei colleghi militari di fronte ai quali non si vergognava di fare il segno della croce e recitare il Rosario. Rientrato in Italia nel settembre 1942, dopo aver frequentato a Firenze il Corso Intensivo per Allievi Sottufficiali dei Carabinieri, venne assegnato in qualità di Vicebrigadiere alla Stazione dei Carabinieri di Torrimpietra. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, si trovò ad operare nei difficili momenti che si crearono a causa della fuga del re da Roma e dell’occupazione da parte dell’esercito nazista del Centro e del Nord Italia con il conseguente sbandamento del Regio esercito italiano.

Il giorno successivo all’armistizio infatti si verificarono degli scontri tra tedeschi e italiani, non più alleati, anche nei pressi della Stazione dei Carabinieri di Torrimpietra (RM). Il 22 settembre alcuni soldati tedeschi entrarono nella Torre di Palidoro, sede della Guardia di Finanza. I finanzieri avevano abbandonato la Torre e rinchiuso in casse metalliche degli ordigni esplosivi precedentemente sequestrati. Alcuni militari tedeschi forzarono quelle casse provocando un’esplosione che ne uccise uno e ne ferì gravemente altri due. Sospettando un attentato, il comando nazista cercò i carabinieri e poiché il maresciallo non era in sede, arrestarono il vicebrigadiere Salvo D’Acquisto interrogandolo sull’accaduto.

Fu minacciata una rappresaglia se non si fosse trovato il colpevole dell’esplosione, in realtà dovuta a delle incaute manovre degli stessi tedeschi. Vennero così presi in ostaggio 22 uomini del paese e immediatamente condannati a morte. Per salvarli il Venerabile Servo di Dio dichiarò al comandante delle truppe tedesche di essere responsabile dell’accaduto, offrendosi in cambio della liberazione di tutti gli altri. Subito venne fucilato mentre gli ostaggi furono tutti liberati. Il 15 febbraio 1945 le Autorità militari italiane conferirono in sua memoria la medaglia d’oro al valor militare.

La vicenda della morte di Salvo D’Acquisto si colloca nell’ambito degli eventi bellici accaduti in Italia dopo la firma dell’armistizio, l’8 settembre 1943. In questo contesto di violenza e terrore si compì il suo eroico gesto di offerta della vita. Egli, nella situazione di confusione regnante anche nella zona di Palidoro, ove svolgeva il ruolo di vicebrigadiere, aveva avuto più volte la possibilità di abbandonare il comando dei carabinieri, ma preferì restare al suo posto, a tutela della popolazione.

Dopo l’esplosione dell’ordigno conservato nella Torre di Palidoro, nei momenti drammatici che seguirono all’arresto degli ostaggi della rappresaglia predisposta dai militari nazisti, egli sostenne i prigionieri sia con la propria vicinanza che con parole che rivelarono, non solo una carità così eroica da permettergli anche il sacrificio della vita, ma nello stesso tempo, manifestavano la serenità profonda che solo la fede e la speranza cristiana possono donare. Conseguentemente il suo gesto di autoaccusa non fu motivato da un semplice atto di solidarietà civica e di filantropia laica, ma si iscrisse in uno stile di vita consapevolmente e coerentemente cristiano.

Fin da giovane, infatti, aveva manifestato una particolare sensibilità per i bisogni e le necessità del prossimo. Nei momenti di difficoltà legati al suo servizio in zone di guerra, comunicò sempre ai commilitoni e ai subalterni la speranza nell’aiuto di Dio. Con la sua decisione, libera e volontaria, presa in piena consapevolezza, egli compì un gesto profondamente evangelico. La sua eroica condotta conferma le motivazioni profonde di quella oblatio vitae effettuata coscientemente. Con la sua scelta, Salvo D’Acquisto compì dunque un atto oblativo di carità con la contezza di poter essere a breve ucciso. La sua morte avvenne, quindi, come conseguenza diretta dell’oblatio vitae. Si può considerare debitamente provata l’offerta della vita, libera, volontaria, propter caritatem.

 

DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM

 

ORDINARIATUS MILITARIS ITALIAE

Beatificationis  et  Canonizationis

Servi Dei

SALVII  D’ACQUISTO

Christifidelis  Laici

(1920-1943)

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DECRETUM  SUPER  OBLATIONE  VITAE

 

«Il Figlio di Dio ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità» (1Gv, 3, 16-18).

 

L’esistenza semplice e ordinaria del giovane Servo di Dio Salvo D’Acquisto, Vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri, porta con sé il gesto dell’offerta della propria vita perché altri l’avessero salva. Gesto che giunse imprevisto, ma che allo stesso tempo ne manifesta il fondamento sul quale è basato, ovvero il comandamento “nuovo” di Gesù, “Ama Dio e il tuo prossimo”.

In tal modo, il Servo di Dio diviene, per ogni categoria di persone e in ogni ambito della società, un esempio illuminante per vivere la propria vocazione battesimale nel costante ascolto della Parola di Dio e nella quotidiana imitazione della sequela di Cristo, “Colui che offrì se stesso per la salvezza di tutti”.

Il Servo di Dio nacque il 17 ottobre 1920 (secondo i registri parrocchiali il 15 ottobre 1920), a Napoli, primogenito di Salvatore e di Ines Marignetti e fu battezzato l’8 gennaio 1921.

A quattro anni iniziò a frequentare l’asilo delle Suore di Maria Ausiliatrice, proseguendo poi in altri istituti la sua formazione scolastica. Dai genitori, dalla nonna Erminia e dallo zio Giuseppe, imparò, oltre il senso di responsabilità, a compiere gesti di carità.

Nel 1935, abbandonati gli studi iniziò a lavorare nella bottega dello zio. Nel 1938, compiuti i 18 anni, Salvo chiese di entrare nell’Arma dei Carabinieri. Dopo i corsi di formazione a Roma prestò servizio presso il Commissariato Generale per le Fabbricazioni di Guerra fino alla fine dell’ottobre 1940. Nel mese di novembre dello stesso anno, nello scenario della II Guerra Mondiale, fu inviato in Libia, dove rimase fino al 13 settembre 1942.

Dal 15 settembre al 15 dicembre 1942 frequentò a Firenze il Corso per Allievi Sottufficiali dei Carabinieri, al termine del quale fu destinato con il grado di Vicebrigadiere, alla stazione dei Carabinieri di Torrimpietra, sul litorale romano.

L’8 settembre 1943, data dell’armistizio, segnò anche un momento di grande smarrimento per le strutture militari italiane. Nella zona di competenza della stazione dei Carabinieri di Torrimpietra la sera del 22 settembre 1943 alcuni soldati tedeschi entrarono nella torre di Palidoro, già occupata dalla Guardia di Finanza con il compito di sorvegliare la costa per evitare il contrabbando e la pesca di frodo con esplosivo. I soldati tedeschi forzarono una delle casse metalliche nelle quale era custodito l’esplosivo sequestrato provocando la morte di un soldato e il ferimento di altri due.

Immediatamente scattò la rappresaglia e vennero presi in ostaggio 22 uomini. La mattina del 23 settembre 1943 i soldati tedeschi si rivolsero ai carabinieri della Stazione di Torrimpietra e, assente il comandante, arrestarono il Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto.

Ai 22 ostaggi e a Salvo D’Acquisto fu imposto di scavare quella che sarebbe stata la loro tomba. Il Servo di Dio chiese ed ottenne di parlare con il comandante dei tedeschi dichiarandosi responsabile e offrendosi in cambio ottenne la liberazione degli ostaggi. Poco dopo il Servo di Dio veniva ucciso con un colpo di mitraglia.

Le spoglie mortali del Vicebrigadiere per alcuni giorni rimasero nella fossa da lui scavata per poi essere tumulate nel cimitero di Palidoro e, l’8 giugno 1947, traslate nel mausoleo dei Caduti di guerra a Posillipo e di qui, il 24 ottobre 1986, portati nella Basilica di Santa Chiara a Napoli.

L’Inchiesta diocesana sulle virtù eroiche e la fama di santità del Servo di Dio si svolse presso l’Ordinariato Militare d’Italia dal 4 novembre 1983 al 29 aprile 1989. Consegnati gli Atti, il 19 novembre 1993 fu emesso il Decreto di validità. La Causa, condotta come Causa super virtutibus, fu orientata verso la dimostrazione del martirio. A tal fine si celebrò, dal 3 luglio 1998 al 25 gennaio 1999, un’Inchiesta Suppletiva, che ricevette dal Dicastero il Decreto di Validità giuridica il 12 febbraio 1999.

La Positio fu discussa dal Congresso dei Teologi il 30 novembre 2007. La risposta al dubium super martyrium fu sospensiva e il nuovo ed approfondito concetto di martirio fu respinto. A seguito di questo pronunciamento, la Causa ebbe un rallentamento.

Con la promulgazione della Lettera Apostolica Maiorem hac dilectionem dell’11 luglio 2017, la Causa riprese il suo iter ed il 16 febbraio 2022, il Dicastero autorizzava il cambio di lemma. Preparata la Positio, fu sottoposta all’esame del Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, con esito positivo, il 19 settembre 2024. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 17 febbraio 2025 hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha offerto la vita fino alla morte per amore alla carità.

Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Consta l’eroica oblazione della vita fino alla morte per amore alla carità ed anche le virtù cristiane, in grado ordinario, del Servo di Dio Salvo D’Acquisto.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 24 febbraio 2025

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario